Coronavirus, Liverpool: il Cavern Club rischia di chiudere per sempre

Il sindaco Joe Anderson ha espresso le sue preoccupazioni sulla sopravvivenza dell'iconico locale britannico.
Coronavirus, Liverpool: il Cavern Club rischia di chiudere per sempre

In Italia gli effetti del Coronavirus hanno portato, tra le altre cose, alla chiusura di spazi storici come i milanesi Mariposa Duomo e il Circolo Ohibò, che non sono sopravvissuti alle conseguenze della pandemia. Scrive ora la testata locale britannica Liverpool Echo che l’iconico Cavern Club della città portuale potrebbe andare incontro alla stessa sorte. A renderlo pubblico è stato il sindaco Joe Anderson, ricordando che – e questo era già noto – dall’inizio dell’emergenza sanitaria, esplosa nel marzo 2020, il club ha perso circa 30mila sterline alla settimana. Solo da oggi, 15 agosto, sulla carta, il Cavern, come gli altri locali al chiuso britannici, potrà ricominciare ad accogliere clienti con la sua capacità ridotta però al 30% per garantire il distanziamento sociale. Non è detto però, appunto, che la struttura riesca a sopravvivere. “Il fatto che il Cavern, famoso in tutto il mondo, potrebbe chiudere per sempre a causa del Covid-19 dovrebbe portare all’attenzione del governo quanto la nostra enormemente trascurata industria musicale sia in pericolo”, ha dichiarato il sindaco di Liverpool al Liverpool Echo, proseguendo: “Il virus ha causato sofferenza e dolore inimmaginabili ma sta dimostrando di essere una minaccia alla sopravvivenza per la nostra scena culturale”. Conclude infine Anderson: “La prospettiva di perdere un gioiello nazionale come il Cavern è uno scenario orribile per chiunque se ne preoccupi, che siano i fan dei Beatles, gli amanti della musica e soprattutto coloro il cui sostentamento dipende da esso”.

Quanto al proprietario del Cavern, Bill Hackle, queste sono le sue parole affidate al Liverpool Echo: “Qualche anno fa abbiamo preso la decisione mettere da parte quanti più soldi possibile per i giorni di pioggia, non sapendo che si sarebbe trattato di una tempesta”. Prosegue Hackle: “Quindi avevamo da parte in banca 1,4 milioni di sterline che ora sono stati dimezzati. Se andiamo indietro a cinque mesi fa, purtroppo, abbiamo dovuto licenziare circa 20 persone. Pensiamo di dover lasciare a casa altre 20 persone nelle prossime settimane ed è straziante perché queste persone fanno parte della squadra e di questa grande famiglia”. La speranza di Hackle è che il governo britannico intervenga, non tanto per consentire al Cavern di riprendere a far cassa ma almeno per far sì che non continui a perdere denaro. Secondo le stime di Music Venue Trust, due terzi dei locali al chiuso che in Gran Bretagna avrebbero potuto riprendere le attività, rispettando le norme di distanziamento sociale, non saranno in grado di rispettare le indicazioni e dunque dovranno rinunciare alla riapertura.

Il Cavern ha aperto, originariamente come jazz club, il 16 gennaio del 1957, al numero 10 di Mathew Street e lega il suo nome ai Beatles, che nei primi anni di attività si esibivano regolarmente nel locale. La sede attuale, però, non è quella storica. Il locale infatti nel 1973 ha chiuso ed è stato in parte demolito. Il nuovo Cavern ha aperto i battenti nel 1984, cercando di riprodurre nel modo più fedele possibile la struttura originaria. A oggi è una delle mete più gettonate dai turisti che si recano a Liverpool sulle tracce dei Fab Four. Oltre ai Beatles si sono esibiti al Cavern negli anni artisti e band come, tra gli altri, i Rolling Stones, i Kinks, i Black Sabbath, i Queen e gli Who.

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