Bob Marley era un padre molto severo

Lo rivela il figlio Ziggy che, in un'intervista, esprime il suo pensiero sulle infedeltà del padre e sulla sua morte.

Bob Marley era un padre molto severo

Ziggy Marley, l'ora 51enne figlio del re del Reggae Bob Marley, morto nel 1981 all'età di 36 anni, ha rivelato che il suo illustre genitore quando era il caso sapeva essere un padre molto duro, principalmente perchè preoccupato per i suoi figli.

Parlando con il Sunday Times il primogenito di Bob e Rita Marley infatti ha raccontato:

“Crescere in Giamaica negli anni Settanta poteva essere pericoloso. C'erano pistole dappertutto. Ma da ragazzino il pericolo mi sembrava eccitante. Ogni giorno era un'avventura. Non comprendevo la gravità della situazione. A volte mio padre mi diceva di non giocare per strada perché voleva proteggermi. Se gli avessi disobbedito, mi avrebbe rifilato una sculacciata. La gente pensa che Bob fosse rilassato su tutto, ma diventava duro quando si trattava di disciplina. Questo è un tipo tradizionale di genitorialità caraibica, vecchia scuola. I bambini crescono in modo molto diverso al giorno d'oggi.”

Cambiando decisamente discorso, a proposito delle molte infedeltà del padre, Ziggy se l'è cavata rispondendo così:

“Alcune persone non approvavano il fatto che Bob vedesse altre donne mentre era sposato con mia madre, ma io non ne sapevo molto, quindi la cosa non mi ha mai disturbato. So che a mia madre non piaceva, ma non era il tipo di persona vendicativa o gelosa. Per quanto la riguardava, Damian [la cui madre è Cindy Breakspeare, Miss Mondo 1976] era figlio di Bob e tutti i figli di Bob erano anche suoi figli.”

Ziggy ha inoltre ammesso di ritenere plausibile il fatto che il padre, morto a causa di un melanoma maligno, sia, invece, stato assassinato a causa delle sue convinzioni politiche:

“Avevo 12 anni quando morì mio padre. La gente dice che si trattò di un cancro [un melanoma maligno che si diffuse partendo dall'alluce sul piede destro di Bob Marley]. Qualcuno gli calpestò il piede e questo gli causò una ferita, poi muore di cancro? Nella mia testa i conti non tornano. Non conosco tutti i fatti, ma è plausibile che sia stato assassinato. Sì, sicuramente. In quel momento rappresentava una seria minaccia. Bob non si è mai schierato, ma la sua musica portava un messaggio in tutto il mondo e questo era un problema per i poteri geopolitici. Il sistema politico voleva dividere il popolo giamaicano, ma Bob era un unificatore. Poteva diventare primo ministro e il sistema si sentiva minacciato da lui. Credo che fu per questo che ci fu un tentativo di assassinarlo nel 1976. Gli spararono due volte. Hanno sparato a mia madre. Qualcuno li voleva togliere di mezzo.”

Dall'archivio di Rockol - Le parole del profeta del reggae
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