Confindustria Cultura incontra il ministro Franceschini: 'Più attenzione all'industria musicale'

Il presidente dell'associazione Cipolletta: 'Il settore orfano di misure concrete per arginare gli effetti negativi della pandemia'

Confindustria Cultura incontra il ministro Franceschini: 'Più attenzione all'industria musicale'

La conversione in legge del decreto bilancio ha lasciato l'amaro in bocca alla discografia italiana, che non si è vista presente nel novero dei comparti oggetto di attenzioni - e misure concrete - per superare la grave crisi generata dall'emergenza sanitaria da Covid-19. Il presidente di Confindustria Cultura Italia Innocenzo Cipolletta ne ha parlato con il Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini: "Apprezziamo l’attenzione e la sensibilità che il Ministro Franceschini ha dimostrato ancora una volta verso il settore della cultura che con grandi sforzi sta cercando di contenere e reagire al pesantissimo impatto che l’emergenza Coronavirus ha avuto sulle imprese e sui lavoratori", ha fatto sapere, per mezzo di una nota ufficiale, Cipolletta, che - pure - ha rimarcato come a favore dell'industria musicale non sia stato preso nessun provvedimento.

"L’intervento del Governo e del Ministro si è dimostrato tempestivo e determinante nel cercare di contenere i primi effetti negativi della pandemia dovuti alla chiusura e alla sospensione delle attività culturali", ha aggiunto Cipolletta: "A questi primi interventi sono poi seguite misure dedicate alla ripartenza e alla ripresa della produzione e distribuzione di prodotti culturali che l’intero comparto ha molto apprezzato. Quello che chiediamo al Ministro è però un ulteriore sforzo e una maggiore attenzione soprattutto verso l’industria musicale e le imprese che producono e gestiscono servizi per la valorizzazione del patrimonio culturale. Due settori che, insieme all’audiovisivo e ai libri, contribuiscono alla crescita culturale e sociale del Paese e che al momento sono orfani di misure concrete per arginare gli effetti negativi della pandemia".

"In quest’ottica abbiamo proposto al Ministro di elaborare una legge quadro per ogni comparto dell’economia della cultura, così come già avvenuto per il cinema", ha concluso Cipolletta: "E' necessario uno sforzo sistemico e continuo, perché il lockdown e le misure susseguenti hanno messo a dura prova l’intero settore con il concreto rischio che lavoratori, professionisti e imprese della cultura possano scomparire".
 

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