Keith Richards vs. i Beatles: storia di un (dis)amore

"I Beatles dal vivo? Non una gran cosa". E quella dichiarazione su "Sgt Pepper’s" che venne travisata.
Keith Richards vs. i Beatles: storia di un (dis)amore

Il chitarrista dei Rolling Stones è noto e amato per le sue uscite schiette, originali e dirette: ne ha fatto un genere a parte, e se non avete mai letto "Life" - la sua autobiografia che ha (re)inventato un genere letterario - smettette di guardare qua e correte a recupare il libro.  

In questo genere, c'è un sottogenere: le dichiarazioni sui Beatles. E cinque anni fa, d'estate,  Keef fu protagonista di un 1-2 che lo fece andare in home page sui siti di tutto il mondo.

il 19 luglio del 2015 Richards disse la sua sulle capacità di performer dal vivo dei Beatles. I quattro di Liverpool interruppero la loro attività concertistica nel 1966, anche perché frustrati dal fatto di non riuscire a sentirsi sul palco a causa delle urla del pubblico. Richards dichiarò a Radio Times: "Musicalmente i Beatles avevano un bel suono e grandi canzoni. Ma dal vivo? Non erano abbastanza bravi." Nella stessa intervista Richards racconto di essere stato ‘scomunicato’ dalla band - di cui era amico - quando i quatrro quando caddero sotto l'influenza mistica del Maharishi Mahesh Yogi nel 1967: "Era un cazzo di manipolatore. Ma si deve pensare a quello che voleva dire essere i Beatles e cosa ha fatto ai Beatles? Volevano qualcuno che li portasse via. Non volevano più essere degli dei, così riversarono tutto sul Maharishi".

Pochi giorni dopo, complici le interviste promozionali per l'album solista "Crosseyed heart",  rilasciò un'intervista alla rivista "Esquire", e diede in pasto ai media una frase ad effetto, che infatti, nel giro di poche ore venne ripressa in tutto il mondo, in questi termini: "Sgt. Peppers è spazzatura". Apriti cielo: Keith Richards è Keith Richards, ma quell'album, il capolavoro dei Beatles, è intoccabile, anche per lui.

In realtà le cose andarono un po' diversamente, e il pensiero di Keef è decisamente più riflessivo, complesso e autocritico: questa l'intera dichiarazione di Richards da cui venne tratto il titolo:

"I Beatles erano grandi quando facevano i Beatles. Nella musica che hanno fatto più avanti non c'erano più le radici (del blues). Penso che poi si siano lasciati trascinare. E perché no, del resto? Se fossi stato i Beatles negli anni Sessanta, sarebbe successo anche a te. Ti dimentichi di quello che volevi, e cominci a fare 'Sgt Pepper'. Alcuni lo ritengono un album geniale, ma io penso che sia un confuso mischione di robaccia, un po' come 'Satanic Majesties' - 'Ah, se potete farla voi, questa merda, possiamo farla anche noi'".


Come commentò al tempo il direttore di Rockol Franco Zanetti

Ora, dite voi se questo è un attacco ai Beatles e a "Sgt Pepper's", come titoleranno domani (scommettiamo?) centinaia di sedicenti giornali italiani, o se non è piuttosto una considerazione, anche autocritica, su come andavano le cose in quel periodo degli anni Sessanta. Che dice Richards, al quale, come è noto, piace il blues? Che i Beatles gli piacevano agli inizi; che quella roba psichedelica, quella che i Beatles hanno messo in "Sgt Pepper's", a lui fa schifo; ma ammette anche, con grande sincerità, che la sua band, per imitare i Beatles, ha fatto un disco altrettanto confuso ("Their Satanic Majesties Request").
Il fatto è che la seconda parte della frase, quella su "Their Satanic Majesties Request", è stata citata in 295 - duecentonovantacinque! - delle migliaia di "riprese" sul web dell'intervista.
(Franco Zanetti)

In questa intervista del 2003, Keith racconta tutto il suo amore per i Fab Four, fin dalle origini: "Collaboravamo, non andavamo allo scontro. Tutte quelle storie sulla nostra rivalità erano stronzate della stampa". Insomma: amore, più che disamore

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