"Pleased to meet you": incontri con le star. Mia Martini

Faccia a faccia con i grandi del pop e del rock: i ricordi di Massimo Cotto
"Pleased to meet you": incontri con le star. Mia Martini

Mimì non era una persona triste. Era una donna delusa. Da tutti. Dal padre, dalla sorella, dagli amori perduti e da quelli mai vissuti, dalle colleghe che non la cercavano, dalla gente che si toccava. “Preferirei si dicesse in giro che ho l’Aids”, diceva. “Mi basterebbe andare in televisione con il test in
cui si certifica che sono sana per smentire ogni voce. Ma se dicono che porto jella, cosa vuoi che faccia? Posso solo sperare che la smettano.”
Non smettevano, e lei ci stava male. Ma a cena era spesso divertente, folle. Mia Martini era una delle poche che chiamava le cose con il loro nome. Capita sempre così: gli artisti incontrano i giornalisti e non parlano mai male di nessuno. Poi, quando rimangono con quelli con cui hanno più confidenza sparano cattiverie terribili. Mimì no. Se una non le piaceva, lo diceva senza tanti problemi.
Ricordo un pranzo esilarante a Milano, per la presentazione dell’album "La musica che mi gira intorno". Un boccone e una battuta, un boccone e una battuta. “La Mannoia? M’annoia, è monocorde, non ha colori, riesce a omologare tutti i brani e gli autori. Anna Oxa mi fa ridere; non capisco una sola parola di ciò che canta, è una comica. Alice ha iniziato bene, poi è diventata noiosa. Seguo ancora Mina, anche se vorrei cantasse come un tempo e non le sciocchezze di oggi. La migliore era Gabriella Ferri.”
Le domandai: “Ti dà fastidio che si parli sempre del rapporto con tua sorella?”.
E lei: “Mi dà più fastidio mia sorella”.
Prima del dolce si lanciò in un irresistibile racconto sulla sua decisione di tornare a vivere a Milano: “Sono pronta a uccidere chiunque mi parli della bellezza della campagna. Ho speso otto milioni di lire per disinfestare la mia casa in Umbria dai topi. Loro hanno mangiato tutto il veleno e si sono riprodotti come conigli. Hanno preso possesso della casa e tanti saluti”.
Un unico grande amore, Ivano Fossati: “Gli devo tanto. Mi ha insegnato a fare a meno del successo, perché il successo è una brutta bestia. Poi però mi ha lasciata e io mi sono resa conto che non mi aveva insegnato la cosa più importante: come fare a meno di lui”.

(Leggi le puntate precedenti: Nick Cave, Shakira, Rita Marley, Fabrizio De André, Vinicio Capossela, Robert Plant, Nico, Pupo, James Brown, Yoko Ono, Steven Tyler, Slash, Loredana Berté)

Il testo qui sopra è tratto, per gentile concessione dell'editore e dell'autore, da "Pleased to meet you - Spigolature pop", il libro di Massimo Cotto pubblicato da VoloLibero, che presenta "duecento artisti ritratti con un flash, con uno scatto rubato".

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