Red Bull chiuderà gli studi di registrazione di sua proprietà

La società di origine austriaca ha intenzione di ridurre i suoi legami con l'industria dell’intrattenimento. 
Red Bull chiuderà gli studi di registrazione di sua proprietà

Secondo quanto riferito da Music Business Worldwide, Red Bull ha intenzione di chiudere e/o vendere gli studi musicali di proprietà della società di origine austriaca. Questa decisione fa parte del progetto dell’azienda di ridurre i suoi legami con l'industria dell’intrattenimento. 

Music Business Worldwide ha appreso la notizia attraverso degli informatori della Red Bull, i quali hanno anche dichiarato che lo scorso 13 luglio il management della società ha informato lo staff che l’azienda del noto energy drink - che attualmente gestisce un network di 11 studi di registrazione in diverse città del mond come New York, Los Angeles, Londra, Berlino - avrebbe “posto fine a tutti i progetti musicali” e che “tutti gli eventi musicali della Red Bull sono annullati”.

Un portavoce della Red Bull - che lo scorso anno ha chiuso il suo programma di conferenze, workshop e concerti Red Bull Music Academy, così come il suo sito web Red Bull Radio - ha fatto sapere a Music Business Worldwide che, nonostante i nuovi tagli, l’azienda continuerà a gestire l’etichetta discografica Red Bull Records fuori dagli Stati Uniti.

“Red Bull ha deciso di rafforzare il focus dei suoi programmi di marketing culturale su ciò dove ha maggior risonanza”, ha dichiarato il portavoce, che ha poi detto. “I programmi di cultura che sussisteranno includeranno Red Bull BC One, Red Bull Dance Your Style e Red Bull Batalla De Los Gallos. Molte altre attività di marketing culturale saranno interrotte”. E ha aggiunto: “Con il tempo, condivideremo le attivazioni locali che rimangono. Per quanto riguarda la musica, la Red Bull Records continuerà”. 

Un insider della Red Bull di Music Business Worldwide ha dichiarato che i tagli influenzeranno “praticamente ogni team di intrattenimento e cultura di tutto il mondo”.

In un articolo pubblicato ieri, 16 luglio, dal Wall Street Journal, la decisione di chiudere gli studi della Red Bull e la cessazione delle attività musicali da parte dell’azienda fa seguito alle tensioni interne alla compagnia causate dalla sua reazione alle recenti proteste del movimento Black Lives Matter.

Il Wall Street Journal, come ripreso da Music Business Worldwide, ha fatto sapere: “Alcuni dei dipendenti statunitensi hanno recentemente espresso preoccupazioni sul mancato intervento della compagnia riguardo al movimento Black Lives Matter e su una diapositiva razzista contenuta in una presentazione mostrata durante un evento aziendale nel mese di febbraio”. La Red Bull GmbH, l’azienda proprietaria di Red Bull, ha confermato che Stefan Kozak, il suo amministratore delegato in Nord America, e Amy Taylor, direttore generale marketing in Nord America, hanno lasciato la società.

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