Bob Marley, la vedova Rita: ‘Ha cominciato a guadagnare solo dopo morto’

"I soldi che aveva li usava per reinvestirli nella propria attività", racconta Rita Marley ricordando il percorso del leggendario reggaeman.

Bob Marley, la vedova Rita: ‘Ha cominciato a guadagnare solo dopo morto’

Come molti altri artisti, per diverso tempo Bob Marley ha utilizzato i soldi guadagnati dalla musica reinvestendoli in attrezzature e progetti, una scelta che secondo la vedova del musicista Rita Marley, autrice della pubblicazione edita da Mondadori “No Woman No Cry – La mia vita con Bob Marley”, avrebbe fatto sì che la voce di “One Love” abbia iniziato a “guadagnare” soltanto dopo la sua morte, avvenuta nel 1981. La vedova del musicista giamaicano ha sollevato la questione nel testo del 2004 che ripercorre il percorso artistico e umano di Robert Nesta Marley: tra i vari aspetti, Alpharita Constantia "Rita" Anderson affronta anche la fine della formazione originaria degli Wailers e la conseguente spartizione dei frutti del lavoro comune.

Il terzetto storico composto da Bob Marley, Peter Tosh e Bunny Wailer, nato nel 1963, si è sciolto nel 1974, quando i tre hanno deciso di intraprendere direzioni diverse. “Il contratto con la Island finì e tutti andarono per la loro strada. Ciascuno di loro si dedicò alla propria attività: Peter avviò la sua società Intel Diplomat, Bunny la sua etichetta Solomonic. E Bob ottenne quello che ottenne, e loro pure”, racconta la vedova del reggaeman nel libro, continuando a spiegare: “Sono testimone del fatto che Bob ha lavorato duramente, in tour e in studio, di giorno e di notte; prendeva molto seriamente il suo lavoro e il benessere futuro della sua famiglia. I risultati che ottenuto, e che ancora sono sotto gli occhi di tutti, lo dimostrano. E non è tanto una questione di soldi, perché Bob ha cominciato a guadagnare denaro solo dopo morto. I soldi che aveva li usava per reinvestirli nella propria attività. Doveva comperare attrezzature per lo studio, strumenti per il gruppo che aveva costituito, e finanziare la sua nuova carriera”. Più nello specifico, Tosh e Wailer sono stati irremovibili nel prendere le distanze dallo storico fondatore della Island Records – il primo disco del gruppo per l’etichetta è “Catch a Fire”, uscito nel 1973 - Chris Blackwell. Prosegue Rita:

Quando entro in scena Chris Blackwell, anche lui continuò – [come già fatto dal produttore Lee “Scratch” Perry] a dare evidenza al nome di Bob, provocando parecchia confusione e tensione con gli altri due componenti del gruppo, che avevano l’impressione che Bob potesse sfuggire loro per essere inghiottito dal mondo luccicante e modaiolo della promozione musicale internazionale. Alla fine del loro primo tour, che fu un successo, Bunny annunciò che non sarebbe mai più salito su un aereo. Peter era collaborativo, benché riluttante, e non lasciò mai trasparire la sua rabbia nei confronti di Bob. Una volta concluso il contratto per tre dischi con la Island, sia Bunny sia Peter decisero che non volevano più aver niente a che fare con Blackwell, con le tournée e con la promozione dei concerti. Si misero d’accordo su come dividersi questo e quell’altro, e chi avrebbe continuato a tenere cosa. Fu allora che Bob s’accordò con Chris per tenere la proprietà di Hope Road, anziché ricevere soldi. Diversamente dagli altri Wailers, Bob firmò di nuovo con la Island, stavolta a nome Bob Marley and the Wailers, con nuovi musicisti.

Dopo l’addio di Tosh e Wailer, Bob Marley ha mantenuto il nome della band, nonostante la nuova formazione, continuando a suonare con i fratelli Barrett (Aston "Family Man" Barrett e Carlton Barrett), Junior Marvin, Al Anderson, Tyrone Downie, Earl "Wya" Lindo, Alvin "Seeco" Patterson e le coriste I Three, ovvero la stessa Rita Marley, Judy Mowatt e Marcia Griffiths. Il leggendario musicista non ha però mai accettato del tutto, stando alle parole di Rita, la fine del terzetto. “Penso che la rottura del gruppo sia stata più faticosa per Bob che per gli altri due. Ci rimase molto, molto male. Si sentì ferito e respinto, e non smise mai di ripensarci; quella tristezza gli rimase sempre dentro”, sottolinea la vedova, convolata a nozze con Bob Marley nel 1966.

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