Milano Music Week 2020: l’edizione più importante

Rinunciare alla manifestazione quest’anno sarebbe un errore grave e imperdonabile

Milano Music Week 2020: l’edizione più importante

Siamo a circa metà luglio e non c’è traccia dell’annuncio della Milano Music Week, una manifestazione tradizionalmente programmata per la seconda metà di novembre. In circostanze normali, significherebbe che siamo fuori tempo limite, ormai. Nel 2020, invece, no. Basta che si faccia, però, e – già che ci siamo – che l’annuncio non tardi troppo ad arrivare, perché qualcosa di cui quest’anno si avverte un bisogno particolare è il senso di prospettiva e speranza che l’incertezza causata dal covid ha minimizzato.

Rockol è stato media partner della Milano Music Week fin dalla prima edizione. In quella occasione fummo convocati in extremis, il che non mi piacque, ma ragionandone con Gianni Sibilla alla fine rispondemmo presenti per spirito di servizio (un vizio, quest’ultimo, che ci affligge da sempre perché fa parte del nostro DNA). Dopo il secondo anno, pur facendo da megafono a una pletora di iniziative e recitando impeccabilmente il nostro ruolo, qualcosa non mi tornava: in quella partnership, infatti, mi era chiaro cosa avevamo dato mentre mi sfuggiva cosa avremmo dovuto ricevere. Così, molti mesi prima della terza edizione, invitai a pranzo Luca De Gennaro, che conosco da tre decenni, e gli chiesi di fingere di non avermi mai incontrato e di spiegarmi come a un neofita cos’è la Milano Music Week. In buona sostanza, Luca (che ne è curatore) mi disse: la Milano Music Week è uno straordinario cono di luce che per una settimana illumina la filiera della musica e connota la città e sotto il quale l’idea è convogliare molte iniziative  da parte di chiunque nel settore per guadagnare e offrire visibilità e contenuti. Un po’ l’avevo intuito da me, pur lento come sono; ma ascoltare l’ufficializzazione della formula fece scattare in me e in noi una semplice idea: saremmo rimasti media partner, ma ci saremmo trasformati anche in organizzatori. Fu così che nella terza edizione della Milano Music Week facemmo cose bellissime, proficue e di valore; investimmo di tasca nostra sulla base di modelli e rischi nostri; e ci divertimmo un mondo. In cinque giorni lavorammo insieme a NuovoImaie, D’Alessandro & Galli, Sugar, SIAE, Carosello, TicketOne, Ala Bianca, Piotta, Luca Carboni, Manuel Agnelli e Rodrigo d’Erasmo, Paolo Jannacci, l’Università Cattolica. E da quell’esperienza traemmo spunto per trapiantare all’interno della nostra piccola media company una serie di iniziative e eventi che ne avrebbero gradualmente ri-orientato l’attività e il modello di business: dalla formazione ai panel, dai live show alle conferenze.

La Milano Music Week è nata come un’iniziativa del Comune di Milano attorno alla quale si sono coagulati gli sforzi, il patrocinio ed il sostegno economico di quattro stakeholder molto rappresentativi dell’industria: Assomusica, FIMI, NuovoImaie e SIAE. Ora, quasi tutti gli addetti ai lavori sanno che il 2020 avrebbe portato in dote un cambiamento significativo: senza entrare in tecnicalità, questi quattro portatori d’interesse avrebbero dato vita a una “newco” a avrebbero assunto il comando delle operazioni, organizzando la manifestazione, con il Comune che dopo la fase di startup e un congruo periodo di incubazione dell’evento avrebbe fatto un passo di lato ed avrebbe mantenuto il solo patrocinio dell’evento. A mio parere, una buona strategia.

Fatto sta che il covid ci ha messo la coda, la newco non è stata avviata per ragioni valide e comprensibili (di natura organizzativa ed economica) e ad oggi dell’annuncio della quarta edizione della MMW non c’è ancora traccia.

Ma non confermare l’edizione 2020 sarebbe un errore madornale e pure un gestaccio, perché quella manifestazione che prima ci ha colto di sorpresa e col tempo è diventato un appuntamento piacevole e atteso, oggi rientra nel novero delle necessità e delle priorità. Quelle della musica e quelle di Milano. Non organizzarla perché non si è potuto procedere col piano originale della newco sarebbe un errore. La newco si può fare un altr’anno e la manifestazione si può organizzare come nelle edizioni precedenti, con uno sforzo da parte di tutti e preparandosi a una componente smart e digitale più ampia del solito. Non organizzarla perché non c’è certezza sulla recrudescenza del tasso di contagi sarebbe una debolezza. Non organizzarla perché non si riuscirà a farla come prima sarebbe una cosa che non assomiglia né a Milano né a un’industria creativa per definizione. Potrebbe poi saltare all’ultimo momento? Sì, purtroppo: quattro mesi fa nessuno avrebbe creduto che tutto l’imponderabile è straordinariamente possibile, in realtà. Ma non è comunque una ragione sufficiente per fermarsi, soprattutto alla luce di quello che abbiamo passato e della consapevolezza acquisita: saremo costretti a convivere per un po' con una situazione nuova.

Non ho formule precise da suggerire, ma so che dare vita a un’edizione ‘ibrida’ (fisica e virtuale) sarebbe mille volte meglio di una non non-edizione. Perché occorre assolutamente continuità, serve impedire che il filo si spezzi.

So che quest’anno, soprattutto per Milano, il valore simbolico oltre che economico della Milano Music Week è accresciuto comunque: in senso positivo se si farà, o molto negativo se vi si rinuncerà.

So anche - come mi ha fatto capire il curatore un anno fa - che sotto quel cono di luce, poi, molta parte dell’iniziativa reale arriva con una spinta dal basso: i locali, le label, i promoter, i media, i manager, le associazioni, gli artisti sono i veri organizzatori di una manifestazione diffusa in città che trabocca di idee e eventi. E so che nessuno di loro si tirerebbe indietro.

(E, incidentalmente, so anche che già tre su quattro degli stakeholder hanno risposto presente al Comune).

Quindi spero con tutto il cuore che di qui a poco, grazie alla buona volontà dell’assessore alla Cultura Del Corno, alla spinta dei quattro portatori d’interesse, alla leadership del sindaco Sala questo spazio venga presto occupato dalla notizia della quarta edizione della Milano Music Week, e che ci vediamo tutti a novembre, da vicino e/o anche da lontano.

(gdc)

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