Roger Taylor esclude un sequel di "Bohemian Rhapsody"

Il batterista dei Queen ritiene che troppi sequel non siano all'altezza dell'originale.
Roger Taylor esclude un sequel di "Bohemian Rhapsody"

“Bohemian Rhapsody”, il biopic sui Queen uscito nel novembre del 2018, è stato il film musicale che ha segnato il maggiore incasso di tutti i tempi guadagnando al botteghino oltre un miliardo di dollari e fruttando a Rami Malek, l'attore che nella pellicola ha impersonato il cantante della band inglese Freddie Mercury, un premio Oscar quale migliore attore dell'anno.

Intervistato dal magazine a stelle e strisce Rolling Stone il batterista dei Queen Roger Taylor ha espresso il proprio punto di vista sulla possibilità che il film possa avere una seconda parte. Ecco come ha risposto alla domanda:

“Devo dire no. Penso davvero che dobbiamo stare tranquilli per un anno o due, guardare le cose e vedere se è una cosa credibile e plausibile da fare. Il film è stato un grande successo. Ne siamo rimasti molto soddisfatti, ovviamente. Ma penso che non vorrei essere visto come chi vuole speculare. Dovrei avere una sceneggiatura e un contesto molto buoni perché la cosa funzioni. In questo momento, non riesco a pensare a un modo per farne un sequel.”

Aggiunge ancora il 70enne musicista inglese:

“Se qualcuno escogita un piano geniale, forse ci penseremo. Per ora, siamo molto contenti di ciò che ha fatto il film. Ci sono troppi sequel che non corrispondono all'originale. Ce ne sono che hanno fatto bene, ma nel complesso penso che sia un territorio pericoloso.”

Parlando del successo del lungometraggio, Taylor ha inoltre dichiarato:

"È stato straordinario. Ci sono stati i Golden Globe e i BAFTA e poi gli Oscar! Abbiamo pensato, 'Ehi, lo prenderemo!'. È stata una corsa fantastica, ma non era il nostro mondo. Il nostro mondo è il mondo del rock and roll. È stato affascinante e molto interessante esserne coinvolti. Quando il film ha preso quattro Oscar, ci è voluto un po' per rendersene conto. Intendiamoci, non l'hanno dato a Brian o a me. Va bene, comunque.”

I discorsi sulla realizzazione di un sequel hanno preso corpo lo scorso anno quando Rudi Dolezal, il regista di molti video musicali dei Queen, disse che internamente si era parlato di un possibile secondo film. Venne suggerito che il film avrebbe potuto concentrarsi sugli anni che precedono la tragica scomparsa di Freddie Mercury nel novembre 1991. Sebbene in “Bohemian Rhapsody” si mostri che a Mercury venne diagnosticato l'AIDS prima del Live Aid, in realtà si ritiene che lo abbia scoperto tempo dopo, nell'aprile del 1987.

Solo due mesi fa, anche il chitarrista dei Queen Brian May, sempre a Rolling Stone, dichiarò poco probabile un nuovo film:

"Non pensare che non ci abbiamo pensato. Ne abbiamo parlato. Fondamentalmente, al momento, non ci pensiamo. Suppongo che le cose potrebbero cambiare, ma penso che sia difficile."

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