TikTok chiude a Hong Kong

La popolare app della cinese ByteDance sospende le attività alla luce delle nuove disposizioni locali in materia di sicurezza

TikTok chiude a Hong Kong

TikTok sospenderà le operazioni a Hong Kong: la decisione, comunicata all'agenzia Reuters da un portavoce della società - controllata dal colosso ByteDance con quartier generale a Pechino, è stata presa alla luce delle recenti disposizioni del governo cinese in materia di sicurezza nazionale nei territori dell'ex colonia britannica.

La popolare app di condivisione video non è il primo social network a sospendere l'operatività nella tribolata metropoli asiatica, colonia britannica fino al 1997, poi tornata sotto il governo di Pechino e oggi teatro di violenti scontri tra autorità e attivisti contrari al governo cinese: all'inizio di questa settimana alcune società occidentali come Facebook, WhatsApp e Google hanno sospeso i servizi nell'ex territorio autonomo. Secondo osservatori internazionali la scelta di TikTok sarebbe dettata da ragioni diverse, e molto più sfumate: mentre le big tech occidentali hanno interrotto l'erogazione dei propri servizi per non collaborare con le autorità di Pechino - che hanno chiesto alle piattaforme di comunicare i dati degli utenti al fine di attuare un controllo più capillare sulla popolazione locale - Bytedance potrebbe aver scelto di sospendere la propria app a Hong Kong per dimostrare indipendenza dal governo di Pechino al fine di guadagnare credibilità sui mercati internazionali. La mossa arriva infatti a pochi giorni di distanza dalle esternazioni del segretaria di stato americano Mike Pompeo, che ha fatto sapere di stare esaminando un bando alle app controllate da società cinesi sul mercato statunitense.

"Stiamo prendendo molto sul serio l'ipotesi, la stiamo considerando", ha spiegato Pompeo: "Non voglio scavalcare il presidente, ma è qualcosa che stiamo studiando".

Non si è fatta attendere la replica della controllata da Bytedance: "TikTok è guidata da un amministratore delegato americano, con centinaia di dipendenti e addetti alla sicurezza residenti negli Stati Uniti. Non abbiamo priorità più alta rispetto al garantire ai nostri utenti un'esperienza in completa sicurezza. Non abbiamo mai fornito i dati degli utenti al governo cinese, né lo faremmo se ci venisse richiesto".

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