Copia Privata, approvato il nuovo adeguamento. PMI: 'Soddisfatti, grati al ministro Franceschini'

Il vicepresidente dell'associazione Produttori Musicali Italiani plaude al provvedimento: 'Un risultato che dà fiducia, specie alle piccole realtà'

Copia Privata, approvato il nuovo adeguamento. PMI: 'Soddisfatti, grati al ministro Franceschini'

Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo guidato da Dario Franceschini ha approvato nei giorni scorsi il nuovo adeguamento delle tariffe di copia privata, ovvero il compenso che si applica sui dispositivi elettronici che hanno al loro interno una memoria per il salvataggio di contenuti e, quindi, della possibilità di effettuare registrazioni di opere protette dal diritto d’autore: il MiBACT, al quale il governo ha affidato la delega per l'elaborazione del provvedimento, ha sostanzialmente aggiornato le ultime disposizioni in merito alla luce delle attuali condizioni di mercato, adeguandola su smartphone e tablet, dai quali oggi "passa" la maggior parte di contenuti musicali e audiovisivi.

"Rispetto al precedente adeguamento è difficile, ora, fare previsioni se le nuove tariffe siano più o meno favorevoli al nostro settore: le prime proiezioni ci indicano una sostanziale tenuta, e questo è un dato molto positivo", ha spiegato a Rockol Massimo Benini, Vicepresidente responsabile per il Settore Tutela dei Diritti di PMI - l'associazione Produttori Musicali indipendenti, che raggruppa le principali realtà discografiche indipendenti italiane: "Le entrate da equo compenso per copia privata vanno a beneficio di tutta la filiera, dagli autori agli artisti, dagli interpreti ed esecutori fino ai produttori e agli editori".

"Siamo molto soddisfatti, e nei confronti del ministro Franceschini abbiamo un debito di riconoscenza non indifferente, perché prima di questo suo nuovo intervento aveva già emanato nel 2014 il precedente Decreto, quando la copia privata su uno smartphone di circa mille euro, quindi di fascia medio-alta, valeva meno di un euro", ammette Benini: "questo Ministro ha sempre riconosciuto che il compenso di copia privata debba andare a tutela di tutti i produttori di contenuti a sostegno economico dell’intera filiera creativa, e di questo non possiamo che essergliene grati".

Una prova tecnica di dialogo tra le controparti, ovvero tra industria creativa e big del digitale, fu azzardata qualche anno fa, ma senza successo: "Anche nel 2013 tentammo di aprire un tavolo con i grandi produttori di device", ricorda Benini, "ma le nostre posizioni risultarono troppo distanti per instaurare un dialogo e raggiungere una soluzione condivisa. Da parte loro c'era addirittura la richiesta della cancellazione del compenso per la copia privata, con la motivazione infondata che la copia dei file - in virtù delle nuove modalità di fruizione in streaming - stesse scomparendo. A parte il fatto che la tendenza del mercato non si sia rivelata tale, era il principio a non essere riconosciuto: un qualsiasi smartphone o tablet in commercio oggi (a prezzi esorbitanti e sempre più proibitivi), con disponibilità di memoria esponenziali, permette l'archiviazione di centinaia di gigabyte di Opere coperte da diritto d'autore, e il principio di indennizzo andava sancito. Soprattutto perché si parla di uno zero virgola rispetto al valore del dispositivo acquistato".

“Per l’emanazione di questo Decreto”, precisa il vicepresidente di PMI, "determinante è stato il supporto e il sostegno costante di SIAE all’interno del Comitato Consultivo Permanente per il Diritto d’Autore, che nei due anni di riunioni ci ha sempre tutelato nel nostro sacrosanto diritto a ricevere questo equo compenso. Questa emergenza da Covid-19 ha colpito pesantemente anche il nostro settore, e a breve ci troveremo costretti a far fronte a diversi mesi di mancati incassi che rischiano di mettere in gravissima difficoltà sia i nostri produttori sia, a cascata, tutta gli altri soggetti della filiera musicale. Ragione in più per esprimere la nostra soddisfazione per questo Decreto di adeguamento firmato dal Ministro Franceschini, è un risultato che ci dà fiducia a continuare ad investire per il futuro sui giovani Artisti emergenti, soprattutto per le piccole realtà, dove spesso le figure del produttore e dell'editore coincidono: è una boccata d'ossigeno che ci permette di guardare avanti e continuare a lavorare per il bene della musica indipendente italiana".

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