Quando Miley Cyrus perse la verginità e 'uccise' Hannah Montana. VIDEO

Dopo quella notte, niente sarebbe stato più lo stesso per la cantante.

Quando Miley Cyrus perse la verginità e 'uccise' Hannah Montana. VIDEO

C'è un prima e un dopo, nella carriera di Destiny Hope Cyrus, nota ai più come Miley. Il prima è rappresentato da Hannah Montana, il personaggio da lei interpretato per l'omonima serie Disney che la rese un'icona per le bambine di tutto il mondo. Il dopo, invece, sta tutto nei dischi - e non solo in quelli, leggi anche: Miley Cyrus, una popstar senza veli e senza peli... sulla lingua: alcune provocazioni indimenticabili - incisi a partire da "Bangerz", l'album della svolta datato 2013. Lo spartiacque? La notte del 25 agosto 2013, quella in cui Hannah Montana perse la verginità - in senso metaforico, s'intende - trasformandosi in Miley Cyrus.

Candidata in quattro diverse categorie per i premi organizzati dal popolare network televisivo, la popstar era stata annunciata tra i performer dell'edizione 2013 dell'evento (insieme a lei anche Lady Gaga, Kanye West, Justin Timberlake e Bruno Mars, tra i protagonisti di quell'annata discografica). Miley Cyrus - che aveva già alle spalle tre dischi, "Meet Miley Cyrus", "Breakout" e "Can't be tamed" - era da poco tornata sulle scene con il singolo "We can't stop", prima anticipazione dell'album "Bangerz", che sarebbe arrivato nei negozi ad ottobre. Quale miglior vetrina per promuovere il nuovo progetto, se non gli MTV VMAs, tra gli eventi musicali più seguiti (e quell'anno trasmessi in tv dal Barclays Center di Brooklyn, a New York)?

Salita sul palco più o meno qualche minuto dopo l'inizio dello show, arrivando in scaletta subito dopo Lady Gaga, Miley Cyrus - circondata da ballerini e ballerine travestiti da orsacchiotti - cominciò a cantare di fronte ai circa 20mila spettatori del Barclays Center e alle telecamere di MTV il suo singolo in promozione, "We can't stop": ad eccezione di un provocante body glitterato e qualche mossetta sexy (sculacciò pure una ballerina), nulla di così clamoroso da segnalare. Poi, però, alla fine della canzone avvenne l'inaspettato. E Miley Cyrus chiuse per sempre in soffitta Hannah Montana.

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Lo fece con la complicità di Robin Thicke, il cantante americano che proprio quell'anno era tornato alla ribalta dopo una serie di dischi poco riusciti con "Blurred lines", contenente l'omonima canzone incisa insieme a Pharrell Williams e T.I. e finita in cima alle classifiche internazionali. Non appena Miley finì di cantare la sua canzone, Thicke fece il suo ingresso sul palco sulle note della hit che lo aveva reso il mattatore delle discoteche di tutto il mondo: "Everybody, get up!", incitò il pubblico, mentre Miley, che nel frattempo si era tolta il body ed era rimasta in lingerie, iniziò a intonare i primi versi di "Blurred lines", mostrando un dito di gommapiuma. Ne derivò un siparietto hot destinato a segnare quell'edizione degli MTV VMAs e a conquistare le pagine dei giornali e delle riviste nelle settimane successive, con Miley che - come noto - dopo aver sfiorato le zone intime di Thicke si inchinò si spalle e twerkò strusciando il suo sedere sui genitali del cantante. Per la cronaca: quella sera la popstar tornò a casa senza neanche una statuetta, battuta da Taylor Swift, Selena Gomez, Justin Timberlake e One Direction.

Dopo quella notte, niente sarebbe stato più lo stesso nella carriera di Miley Cyrus, che in un'intervista rilasciata al magazine "Elle" qualche anno più tardi, parlando di Hannah Montana, avrebbe detto:

"Dal momento esatto in cui ho perso la verginità - a 18 anni - ho capito che non potevo più essere Hannah. Dai, sarebbe stato ridicolo".

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