Come Kanye West è arrivato a candidarsi alle presidenza U.S.A.

Genio o ciarlatano? Dal ricovero per esaurimento alla candidatura come presidente degli Stati Uniti, passando per l'amicizia con Trump. Il racconto di questi anni.
Come Kanye West è arrivato a candidarsi alle presidenza U.S.A.

"The life of Pablo", come il titolo del suo album del 2016? No, "The life of Kanye". Gli ultimi anni, per il rapper statunitense, sono stati tormentati e difficili. Dal ricovero per esaurimento alle proteste contro il razzismo, passando per Trump: tante chiacchiere, pochi dischi capaci di lasciare il segno come avevano fatto tra il 2008 e il 2013 "808s & Heartbreak", "My beautiful dark twisted fantasy" e "Yeezus". Genio o ciarlatano? Dipende dai punti di vista. L'annuncio della candidatura come presidente degli Stati Uniti, arrivato ieri via social (non senza polemiche), è solo l'ultima bizzarra uscita di Kanye West. Abbiamo provato a mettere in fila, in ordine cronologico, le altre. Ne è venuta fuori una cronaca di questi incredibili anni.

Il 30 agosto 2015, sul palco degli MTV Video Music Awards, il rapper tiene un discorso della bellezza di 13 minuti durante il quale annuncia: "Ho deciso di correre per la presidenza degli Stati Uniti nel 2020".

Nel novembre del 2016 il rapper cancella le ultime date del tour e viene ricoverato a Los Angeles, presso l'UCLA Medical Center: stando a quanto riportato dal New York Times, la polizia della città californiana avrebbe risposto a una chiamata per un'emergenza medica, fatta dal medico personale di West, che sarebbe stato ricoverato "per preservarne la salute e la sicurezza". Viene dimesso a dicembre.

Poche settimane dopo l'uscita dall'ospedale il rapper va a fare visita a Donald Trump, appena eletto presidente degli Stati Uniti, nel quartier generale di quest'ultimo, la Trump Tower, grattacielo di 58 piani a Fifth Avenue, New York. Stando a quanto riferisce il sito statunitense di gossip e intrattenimentop TMZ, l'incontro tra i due sarebbe durato appena 15 minuti: "Siamo amici", ha detto il neopresidente degli States (West aveva detto che se avesse votato per le presidenziali, avrebbe votato proprio per Trump). In seguito all'incontro, Kanye fa sapere di aver deciso di posticipare la sua candidatura a presidente degli Usa di quattro anni per non mettere i bastoni tra le ruote a Trump, intenzionato a ricandidarsi per il suo secondo mandato nel 2020.

Nel maggio del 2017 si sparge la voce che il rapper si sia rinchiuso in isolamento volontario fra i monti del Wyoming per scrivere e registrare un nuovo album. Poco dopo, Kanye West lascia Tidal, il servizio di streaming di Jay-Z. Secondo TMZ, il rapper non sarebbe per niente soddisfatto del servizio e sostiene che gli sono dovuti oltre tre milioni di dollari. West denuncia i Lloyds di Londra, la compagnia che aveva assicurato il suo tour del 2017, quello interrotto prima del previsto, accusandoli di non aver pagato i danni seguenti all'annullamento del tour: chiede 10 milioni di dollari. In autunno torna sul palco dopo quasi un anno, a sorpresa.

Nel gennaio del 2018, dalla relazione con Kim Kardashian, nasce la terza figlia della coppia (da madre surrogata). Ad arpile il rapper torna su Twitter, da cui era uscito nel 2017. Ma cancella tutti i tweet precedentemente pubblicati. Proprio a Twitter West affida alcune pillole di un libro filosofico da lui scritto. Annuncia l'uscita, prevista per il mese di giugno, di due album. Si separa dal manager Scooter Braun. Si scambia complimenti via Twitter con Donald Trump. Pubblica due nuovi pezzi. Colleziona anche tremende gaffe, come questa. Alla fine, esce l'album "ye" e il rapper dice: "Odio essere bipolare. È fantastico".

Arriva subito un altro disco, ".Kid see ghosts", insieme a Kid Cudi. Ancora complimenti da Donald Trump e PornHub lo omaggia con un abbonamento a vita. A settembre, il sito di video pornografici lo nomina direttore artistico dei PornHub Awards. Annuncia il cambio di nome: non più Kanye West, ma Ye. In tv, un suo discorso in difesa di Trump viene censurato - e contestato dal pubblico. Il rapper sui social: "Aboliamo il tredicesimo emendamento della Costituzione". Slitta l'uscita del nuovo album "Yandhi", ampiamente annunciato, e lui va in Africa a registrare (abbandonando di nuovo i social). Nuovo incontro con Donald Trump, stavolta alla Casa Bianca. Axl Rose lo attacca: "È una barzelletta". A fine anno il rapper chiama Bob Dylan: "Vediamoci".

Il 2019 si apre con un nuovo tweet pro-Trump. La sua esibizione al Coachella Festival va in fumo dopo alcune bizzarre richieste del rapper agli organizzatori. Nel frattempo, fa causa ai suoi discografici e ai suoi editori. Alla fine, va al Coachella: per tenere una messa. Annuncia il nuovo album, che non a caso si intitola "Jesus is King". Atteso nei negozi a settembre, il disco viene rimandato e nuovamente annunciato. A fare chiarezza sul disco, arriva un comunicato della sua casa discografica, la Def Jam, che ribadisce che il nuovo progetto di Kanye consiste in un album in studio e in un film disponibile solo nelle sale IMAX, dotate cioè di un sistema di proiezione che ha la capacità di mostrare immagini e video con una risoluzione molto superiore rispetto ai sistemi convenzionali. Il disco esce, ma con un altro titolo: "Jesus is born". E il figlio di Trump lo elogia: "È un pioniere". A fine anno si scontra con la folla a New York dopo aver ribadito di volersi candidare come presidente nel 2024. La gente lo deride: "Cosa c'è di divertente?", domanda lui, che poi annuncia la rappresentazione della sua prima opera.

2020. A marzo si riapre il dissing con Taylor Swift (la polemica tra i due nacque nel 2009, quando il rapper irruppe alla premiazione dei MTV Awards nel 2009, umiliando la popstar in pubbloco sostenendo che non meritasse il premio). All'inizio di giugno dona 2 milioni di dollari alla famiglia di George Floyd, l'afroamericano morto a Minneapolis dopo essere stato ammanettato e immobilizzato a terra da un agente bianco, per far sì che la figlia dell'uomo possa studiare. E a Chicago si unisce ai manifestanti che chiedono giustizia per Floyd e protestano contro il razzismo.  

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