Spotify e Harry Fox Agency accusate di ‘cospirazione congiunta’ nella controversia sulle pubblicazioni di Eminem 

Nella nuova causa mossa da Eight Mile Style, che amministra il catalogo di canzoni del rapper di Detroit, il colosso svedese dello streaming e la Harry Fox Agency sono accusate di ‘cospirazione congiunta’ per violazione dei diritti d’autore.

Spotify e Harry Fox Agency accusate di ‘cospirazione congiunta’ nella controversia sulle pubblicazioni di Eminem 

Dopo che lo scorso mese di giugno Spotify, in un’azione legale - avviata a seguito della controversia tra il colosso svedese dello streaming e Eight Mile Style, che amministra il catalogo di canzoni del rapper di Detroit - ha affermato che “sebbene la richieste di risarcimento per violazione dei diritti mossa da Eight Mile sia priva di merito, è Kobalt ad avere la responsabilità ultima, nel caso in cui prevalga Eight Mile”, l’editore indipendente che gestisce i brani del rapper di Detroit ha presentato una nuova causa. Questa volta Eight Mile Style ha rivolto una serie di accuse a Spotify e Harry Fox Agency - che negli Stati Uniti gestisce le licenze per i diritti musicali dell'intero mercato.

L’editore - rappresentato dall’avvocato Richard S. Busch, partner dello studio legale King & Ballow e che negli ultimi anni ha lavorato su numerosi casi di violazione del copyright - accusa l’HFA di “una cospirazione congiunta con Spotify per distribuire documenti fraudolenti e false false dichiarazioni pensate per coprire e consentire la violazione da parte di Spotify delle composizioni di Eight Mile”.

Il nuovo reclamo, ottenuto da Music Business Worldwide e depositato lo scorso 1 luglio presso un tribunale di Nashville (disponibile a questo link), suggerisce che “il progetto di violazione del copyright di Spotify e HFA è stato un enorme successo”. Il documento, inoltre, dichiara che la società fondata da Willard Ahdritz “è stata indotta con l’inganno a credere che Spotify avesse una licenza obbligatoria e ad accettare ‘dichiarazioni sui diritti d’autore’ distribuite da HFA per conto di Spotify”. Aggiunge che Kobalt “è stato ulteriormente indotto a credere che Eight Mile fosse stato correttamente contabilizzato”.

Eight Mile Style ha sostenuto anche che Spotify non avesse alcuna licenza di riproduzione meccanica, "diretta, affiliata, implicita o obbligatoria, per riprodurre o distribuire" i 243 brani dei brani di Eminem pubblicati da Eight Mile Style. L’editore indipendente ha affermato che HFA "ha agito ingannevolmente, di concerto con Spotify, diffondendo il fascicolo retrodatato che predente di costituire valide e tempestive licenze meccaniche obbligatorie e di avere licenze meccaniche attraverso l'emissione di false dichiarazioni di diritti di pubblica esecuzione e dei diritti di riproduzione meccanica”.

La società che amministra il catalogo di canzoni del rapper di Detroit ha, inoltre, dichiarato che attraverso lo streaming delle canzoni di Eminem sulla propria piattaforma e i contributi fraudolenti della Harry Fox Agency, “Spotify ha costruito un business multimiliardario senza risorse se non le registrazioni di canzoni di artisti come Eminem rese disponibili per lo streaming sulla propria piattaforma digitale”.

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