Il giorno in cui Phil Collins conobbe Peter Gabriel

Era la primavera del 1970 e il batterista si imbatté in un...

Il giorno in cui Phil Collins conobbe Peter Gabriel

Nella primavera del 1970 Phil Collins aveva soli 19 anni, era un batterista molto ambizioso e convinto delle proprie capacità, aveva alle spalle un album inciso con i Flaming Youth (band prossima allo scioglimento) e la partecipazione – così almeno credeva lui – a “All Things Must Pass”, capolavoro solista dell'ex Beatles George Harrison. Insomma, a conti fatti, era un giovane disoccupato. Motivo per cui, vagliava dalla prima all'ultima riga gli annunci pubblicati sulle riviste musicali nella speranza di riuscire a trovare qualcosa che facesse al caso suo. Un bel giorno la sua attenzione venne attratta da questo annuncio: 'Tony Stratton-Smith cerca chitarrista dodici corde e batterista sensibile alla musica acustica'. Più di tutto, a ispirare Phil, fu leggere il nome di Tony Stratton-Smith, che all'epoca aveva già avuto un certo successo quale manager dei Koobas e dei Creation. E aveva fondato l'etichetta discografica Charisma.

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Da ragazzo sveglio quale era, cercò di battere la via più breve per assicurarsi il posto. Ripristinò il contatto che aveva con Stratton-Smith, solo che... “No, no, no, ragazzo mio, sono tipi esigenti. Devi richiamarli. Devi andare a fare l'audizione.” Così riporta lo stesso Phil Collins nella sua autobiografia 'No, non sono ancora morto'. Quei tipi esigenti cui faceva riferimento il manager erano i Genesis. Phil invitò a fare il provino anche l'amico chitarrista Ronnie Caryl, così da proporre un pacchetto completo. Assicuratosi la presenza di Caryl chiamò il numero in suo possesso e parlò con il cantante della band, si chiama Peter Gabriel e aveva “Una voce bassa, con un tono nervoso, raffinato”. Gabriel lo invita a fare l'audizione a casa dei suoi genitori, nel Surrey.

Collins e Caryl, a bordo di una Mini Morris alquanto scassata, escono da Londra e si dirigono quindi verso le campagne del Surrey sino a che non giungono di fronte a una “bella e gigantesca fattoria di campagna”: Suonano alla porta e si presenta ad aprire la signora Gabriel che li invita, nell'attesa che gli altri ragazzi facciano le loro prove, a fare un bagno in piscina. Nel frattempo Phil scopre che il signor Gabriel lavora alla televisione ATV, o forse ne è il proprietario. Conclusa la nuotata Phil, fa il primo incontro, ecco le parole che usa per descriverlo: “La prima persona che vedo è un tipo alto dall'aria disinta con le pantofole chiuse e quella che sembra una veste da camera alla Noel Coward. Gli manca solo una Sobranie da fumare con il bocchino. Ha un'aria giovane, ma meravigliosamente disinvolta, il tipo che uno vorrebbe essere da grande. Se questo è il padre di Peter Gabriel, quanti anni ha Peter?”. In realtà quello non era il signor Gabriel, ma Mike Rutherford, il dicianovenne bassista e chitarrista dei Genesis. Il padre di Mike e quello di Phil avevano entrambi a che fare con le barche, solo che il padre di Mike, al contrario di quello di Phil, era un ammiraglio. Poi arrivò il turno di conoscere il tastierista Tony Banks, un tizio molto riservato che “non farebbe male a una mosca, a meno che, lo scoprirò presto, quella mosca non suoni l'accordo sbagliato”.

Poi Phil Collins incontra Peter Gabriel, queste le sue impressioni di quell'incontro. “E finalmente conosco Peter Gabriel, vent'anni. Ha l'aria di provenire dallo stesso ambiente degli altri. Il suo atteggiamento si può riassumere in: esitante, con una mano che afferra il braccio sul gomito, quasi timido, molto a disagio, 'non guardatemi e fate come non ci fossi'. E' in una posizione di di responsabilità (o meglio, lo sono i suoi genitori, dato che la casa è loro) ma non vuole che si noti troppo. 'Ehm', comincia, 'forse è meglio se entriamo ad ascoltare il disco in salotto'. In seguito imparo che quei tre sono vecchi compagni di scuola. Si sono conosciuti alla Charterhouse nel Surrey, una grandiosa ed esclusiva scuola privata della Chiesa anglicana vecchia di quattrocento anni , con una notevole reputazione (per non parlare del prezzo della retta). (…) In breve è un posto ultra-aristocratico, molto diverso dalla Barbara Speak Stage School.”

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