Serj Tankian: ‘Ci sarà un altro disco dei System of a Down? Non lo so. L’importante è che ci divertiamo’

'Il nostro unico problema è che non andiamo d’accordo artisticamente, e non è una brutta cosa', spiega il frontman della formazione americana che non ha più consegnato materiale inedito da quindici anni a questa parte.
Serj Tankian: ‘Ci sarà un altro disco dei System of a Down? Non lo so. L’importante è che ci divertiamo’

Sono passati 15 anni dalla pubblicazione del dittico composto da "Mezmerize" e “Hypnotize" dei System of a Down del 2005 e da ormai oltre un decennio i fan non hanno mai smesso di chiedersi quando sarebbe uscito un nuovo lavoro discografico della formazione di "Toxicity". Il leader della band Serj Tankian, che lo scorso mese di maggio nel corso di un incontro virtuale con i fan ha voluto spiegare perché non ha più presentato materiale inedito insieme al suo gruppo, ha recentemente offerto qualche spunto in più per rispondere alla domanda: “Ci sarà mai un altro album dei System of a Down?”.

A margine di una recente chiacchierata con Sona Oganesyan, l’artista di origini armene - che durante l’incontro virtuale con i fan tenutosi lo scorso 24 maggio aveva detto: “Non siamo riusciti a guardarci negli occhi in modo creativo per passare al livello successivo” - ha raccontato: 

“Penso che vediamo le cose allo stesso modo e ci rispettiamo l'un l'altro come amici e membri della band, ed è per questo che andiamo in tour, ci divertiamo insieme, proviamo insieme, ci ritroviamo nello stesso spazio, facciamo battute. Il nostro unico problema è che non andiamo d’accordo artisticamente, e non è una brutta cosa. Ecco cosa sono gli artisti”.

Serj Tankian ha poi spiegato a Sona Oganesyan:

“Tuo padre è un pittore straordinario. Se dovesse dipingere con qualcun altro, magari uno dei suoi migliori amici, ma se stessero facendo un’opera insieme, e anche se tuo padre rispettasse il lavoro di quella persona, e se lo stessero facendo insieme ma tuo padre non fosse coinvolto nel pezzo e non riuscissero ad andare d’accordo, andrebbe bene - possono ancora rimanere amici e semplicemente non andare d'accordo sul pezzo. Questo è quello che è successo a noi fondamentalmente. Ci sono stati dispiaceri del passato che sono stati rivelati, e sono contento che siano stati divulgati, perché avevano bisogno di venir fuori - non in pubblico, ma tra di noi. E questo è successo. Quindi va bene. La verità è tutta là fuori. Potete andare a leggerla. Non ho bisogno di rigurgitarla. Ma la cosa importante è che siamo andati oltre.”

“La domanda è: ci sarà un altro disco dei System?”, ha poi detto il frontman dei System of a Down che ha dichiarato:

“Non lo so. Ma la cosa importante è che ci divertiamo insieme. La mia amicizia con Daron [Malakian] e il resto dei ragazzi ha sempre significato più dei System of a Down per me. Non tutti te lo diranno, ma io l'ho sempre detto. Perché quello, per me, è più importante. Perché è da quello che è iniziato tutto. La musica era una conseguenza della nostra amicizia; la nostra amicizia non era una conseguenza della nostra musica”.

Serj Tankian ha concluso narrando: “Ognuno ha un modo diverso di vedere le cose. Siamo quattro personalità abbastanza diverse e, indipendentemente dall'essere amici e dall'essere tutti armeni, siamo abbastanza diversi gli uni dagli altri, tutti. E va bene. È questo che ha reso grande la musica. Così è stata fatta. Ma allo stesso tempo, non siamo tutti uguali, non siamo sempre sulla stessa lunghezza d'onda, e non lo saremo mai, davvero. E va bene”.

Recentemente sia Tankian che John Dolmayan hanno condiviso le proprie idee politiche attraverso post pubblicati sui social. Nonostante la convinzione politica del batterista dei System of a Down - che recentemente su Instagram, dopo aver sostenuto che Donald Trump “è il più grande amico delle minoranze”, ha condiviso le proprie opinioni "politicamente scorrette” - si discosti da quella del frontman del gruppo americano, il cantante dei SOAD ha difeso il compagno di band dalle polemiche per il suo pensiero attraverso un messaggio pubblicato sui social. Serj Tankian, che lo scorso 16 giugno ha invece criticato il Presidente degli Stati Uniti, ha pubblicato un post su Instagram in cui ha scritto: “Il mio batterista e cognato John Dolmayan, che amo e rispetto indipendentemente dal nostro commento politico estremamente polarizzato e dalle differenze, è sempre stato il mio fedele alleato negli sforzi per il riconoscimento del genocidio armeno all'interno dei SOAD. La quantità di odio e stupidità online nei suoi confronti è ingiustificabile: i social media hanno creato un'errata società digitale che prospera parzialmente su questa realtà”.

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