Bruce Springsteen racconta ‘American Skin (41 Shots)’

A margine di una recente intervista il Boss narra com’è nato il brano, scritto dopo l’assassinio di Amadou Diallo da parte della polizia di New York avvenuto nel 1999.

Bruce Springsteen racconta ‘American Skin (41 Shots)’

Nel corso di un’intervista rilasciata dal Boss alla rivista statunitense "The Atlantic” - a margine della quale Bruce Springsteen ha parlato a proposito dello scenario politico-sociale degli Stati Uniti, dove sono esplose le proteste a seguito dell’uccisione di George Floyd, e ha raccontato che “non ho mai considerato la mia musica di protesta” - il rocker del New Jersey ha spiegato com’è nato il brano “American Skin (41 Shots)”. La canzone è stata scritta da Springsteen dopo l’assassinio di Amadou Diallo, lo studente liberiano residente a New York, ucciso a 23 anni da quattro poliziotti della NYPD, nel febbraio 1999, che spararono 41 colpi di pistola. Il ragazzo, disarmato, fu colpito 19 volte.

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Durante la lunga chiacchierata, in occasione della quale il Boss ha anche presentato una playlist di canzoni che secondo lui riflettono l’attualità, Bruce Springsteen ha proposito di “American Skin (41 Shots)” - eseguita dal rocker per la prima volta durante il concerto tenutosi ad Atlanta il 4 giugno 2020 - ha narrato:

“‘American Skin’ è nata mentre ero in viaggio per Atlanta e New York. Erano gli ultimi due spettacoli del tour e volevo scrivere qualcosa di nuovo. Abbiamo suonato [la canzone] ad Atlanta, che è stato un ottimo posto per il debutto dal vivo del brano. Ma quando siamo arrivati a New York e prima ancora di averla suonata, è esplosa sulla stampa. Ha tremendamente creato risentimento fra alcuni dei sindacati di polizia. E questa era una canzone - bisogna capire - che nessuno aveva ancora sentito. Ma c'era una gran confusione a proposito. Molte persone che hanno avuto opinioni forti su quella canzone semplicemente non l'hanno mai ascoltata. E se l'hanno sentita, non l'hanno davvero ascoltata, perché è stata una fotografia abbastanza equilibrata di quell'incidente, la sparatoria di Amadou Diallo”.

Il Boss ha poi aggiunto:

“È una delle canzoni di cui sono più orgoglioso. La famiglia di Diallo venne e vide il suo tributo al Madison Square Garden. Ci sono state delle risse quando l'abbiamo suonata. Un gruppo di poliziotti mi ha mostrato l'uccello dello stato del New Jersey, ma andava tutto bene. Ci sono stati alcuni fischi e un po’ di tifo, ed era solo una parte del set alla fine della giornata”.

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Oltre a spiegare che il brano “è stato scritto con l'idea che al centro dei nostri problemi razziali c'è la paura. L'odio arriva dopo. La paura è istantanea”, Springsteen ha raccontato:

“Quindi in ‘American Skin', penso che ciò che ti commuove sia la paura della madre per suo figlio e le regole che lei deve stabilire per proteggerlo. È semplicemente straziante vedere un bambino essere istruito in questo modo. E l'ufficiale vive nel suo mondo di paura. Ha una famiglia a casa con aspettative e bisogni. Erano entrambi pedoni viventi in secoli di irrisoluzione dei nostri problemi razziali. E ogni anno che passa arriva una fattura, diciamo, e, per ogni anno in cui non ci si occupa di questo problema, il pagamento su quella fattura è dovuto, e quel pagamento si effettua nel sangue e nelle lacrime, il sangue e le lacrime di tutti noi”.

Il rocker ha, inoltre, spiegato: “Quella era la posta in gioco di cui pensavo di scrivere, ed è una delle canzoni di cui ancora vado più fiero. È una bella canzone. È durata e ha fatto bene il suo lavoro”.

Recentemente, in occasione del quinto appuntamento della sua trasmissione radiofonica, “Bruce Springsteen: From his home to yours”, ha “American Skin (41 Shots)” insieme a “Murder Incorporated” alla memoria di George Floyd, il 46enne deceduto lo scorso 25 maggio a a Minneaopolis dopo essere stato arrestato e bloccato a terra da un poliziotto. Non era la prima volta che Springsteen ha rivolto un pensiero a qualcuno, attraverso la canzone “American Skin (41 Shots)”. Nel 2013, per esempio, il Boss suonò questa canzone, dedicandola a Trayvon Martin - 17enne afroamericano, ucciso da George Zimmerman nel febbraio 2012 - durante il concerto del rocker andato in scena a Limerick, in Irlanda, in seguito all’assoluzione del vigilante della gated community di Sanford, in Florida.

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