Cristiano Godano, l'esordio solista 'Mi ero perso il cuore': 'Volevo fare qualcosa che non sapesse di Marlene Kuntz'

Il debutto solista del frontman dei Marlene Kuntz è una “collezione di canzoni che raccontano i demoni della mente”.
Cristiano Godano, l'esordio solista 'Mi ero perso il cuore': 'Volevo fare qualcosa che non sapesse di Marlene Kuntz'
Credits: Gabriele Aprile

Dopo tanti concerti acustici impostati sul repertorio dei Marlene Kuntz il frontman della band piemontese, Cristiano Godano, ha sentito l’esigenza di creare le basi per poter portare sul palco pezzi suoi.

È così che il cantautore è approdato alla decisione, oltre che per esigenze artistiche, di mettersi al lavoro su un disco solista, “Mi ero perso il cuore”, il primo per il musicista cuneese, pronto a fare il suo ingresso nel mercato domani, 26 giugno. Lo racconta lui stesso nel corso della conferenza stampa di presentazione dell’album, che uscirà nonostante i tempi difficili e nonostante molti colleghi, nel mondo della musica, abbiano invece scelto di rimandare le pubblicazioni a tempi migliori. “Ho fatto anch’io le mie dirette, ho fatto dei post sui social a forte contenuto artistico, mi sono impegnato a distribuire arte consolatoria quando le fasi accese della reclusione ci avevano tutti un po’ impauriti”, spiega Godano, proseguendo: “Ho scritto delle poesie e ho notato che la reazione della gente era molto calorosa. Ho capito che potevo incorrere in molti rischi uscendo ora, ma sentivo anche il plusvalore di uscire con un disco con queste potenzialità consolatrici in questo momento. Spero di aver fatto un regalo prezioso ai fan”. E per quanto il disco non sia nato in tempi di Covid-19 si tratta comunque di “canzoni che descrivono uno stato d’animo che è molto presente nel modo in cui si sente il mondo adesso”. Motivo per cui, spiega Godano, “non ho sentito il bisogno di modificare nulla perché il disco era praticamente pronto all’80 per cento”.

Lo stato d’animo a cui fa riferimento il frontman dei Marlene Kuntz anima quella che l’artista definisce una “collezione di canzoni che raccontano i demoni della mente”, addentrandosi in particolare nel dualismo mente-corpo.

“Il disco parla di un certo tipo di turbe e di disagi e una in particolare credo sia connessa con la vulnerabilità. L’io narrante ha bisogno di non sentirsi solo”, racconta, non mancando di sottolineare il marcato aspetto autobiografico di “Mi ero perso il cuore”. Illustra Godano: “Quando ho fatto questo disco sapevo chiaramente che era importante fare qualcosa che non sapesse di Marlene Kuntz, altrimenti non avrebbe avuto senso. Da un punto di vista musicale penso che sia inequivocabile questa cosa. Dal punto di vista dei testi ho cercato di essere meno Marlene dipendente. Sento che non c’è praticamente mai una frattura tra me e l’io narrante della canzone. Quindi di autobiografico c’è sicuramente molto”. Un percorso battuto nella storia della musica da molti artisti alla ricerca di maggiore libertà espressiva. “Considerate che io non mai voluto né mi sono sognato di prevaricare sul gruppo perché sentivo una canzone in un certo modo. Se porto un certo songwriting in sala prove con i Marlene so che andrà in una direzione che potrebbe non esattamente essere quello he avevo pensato per lei. Se la condividi con il gruppo sai che prenderà un’altra forma. Questo disco invece suona esattamente come i miei sogni immaginavano”.

Capitanato dal singolo “Com’è possibile”, “Mi ero perso il cuore” vede alla produzione Gianni Maroccolo, da 25 anni vicino ai Marlene Kuntz, e Luca A. Rossi, oltre a Godano stesso. Entrambi i produttori sono presenti nel disco anche in veste di musicisti, insieme a Simone Filippi.

Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!
Scheda artista Tour&Concerti
La fotografia dell'articolo è pubblicata non integralmente. Link all'immagine originale

© 2021 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.