La canzone che cambiò la vita di Nick Cave

Il cantautore australiano la ascoltò da ragazzino, ne rimase molto impressionato. Era di Leonard Cohen.
La canzone che cambiò la vita di Nick Cave

Nick Cave era solo un ragazzino quando ascoltò la canzone che gli cambiò la vita. Quella canzone era “Famous Blue Raincoat”, un brano incluso nel terzo album del cantautore canadese Leonard Cohen, pubblicato nel 1971, “Songs of Love and Hate”.

Il cantautore australiano rivelò, nel 1994, la profonda impressione che ne ebbe all'ascolto a Richard Kingsmill della ABC:

“Ricordo di avere ascoltato questa canzone quando avevo 11 o 12 anni (in realtà doveva averne almeno 13 se non 14, poiché il brano è stato pubblicato nel 1971 e Cave è nato nel 1957, ndr). Vivevo a Wangaratta e avevo un'amica di nome Anne Baumgarten, era un tipo di creatura abbastanza morbosa. Ascoltava Leonard Cohen nella sua stanza con le candele accese e tutto quel genere di cose. Ascoltava continuamente 'Songs of Love and Hate'. Ho iniziato da solo e mi infatuai del testo. Vidi quanto potesse essere potente. Questa canzone ("Famous Blue Raincoat") mi sembrava proprio una canzone di tipo confessionale. Sembrava essere così aperta e in qualche modo onesta. Che lo fosse oppure no, davvero non lo so. Ebbe quell'effetto su di me e ha davvero cambiato il modo in cui guardavo alle cose. In un certo senso aveva la tendenza a lavare i panni in pubblico. Al tempo pensai che fosse molto impressionante. Ovviamente, lo penso ancora.”

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Nelle note di copertina del suo best pubblicato nel 1975 Leonard Cohen la spiega così:

“Avevo un buon impermeabile, un Burberry che presi a Londra nel 1959. Elizabeth pensava che sembrassi un ragno quando l'avevo indosso. Probabilmente per questo non volle venire in Grecia con me. Divenne più eroico quando gli tolsi la fodera e raggiunse la gloria quando le maniche sfilacciate vennero riparate con della pelle. Le cose erano chiare. A quel tempo sapevo come vestirmi. Venne rubato dal loft di Marianne a New York all'inizio degli anni settanta. Alla fine non lo indossavo più molto spesso."

Quando Leonard Cohen morì nel 2016, Nick Cave lo ricordò con queste parole: "Per molti di noi Leonard Cohen è stato il cantautore più grande di tutti." Aggiungendo che era "assolutamente unico e impossibile da imitare, indipendentemente da quanto ci sforzassimo.”

Dall'archivio di Rockol - "Red Right Hand" (da "Distant sky - Live in Copenaghen")
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