Ozzy Osbourne: 'Non so perché sono ancora vivo'

Il già leader dei Black Sabbath ricorda gli amici scomparsi e promette: 'Dopo il mio prossimo tour in Europa potrei darmi alle residency'
Ozzy Osbourne: 'Non so perché sono ancora vivo'

Non che per i fan italiani sia stato uno scherzo inseguire la (rimandatissima) data che l'ex frontman dei Black Sabbath terrà il prossimo 19 novembre alla Unipol Arena di Bologna, ma dopo il prossimo tour europeo potrebbe diventare molto più difficile - e costoso - assistere a un concerto di Ozzy Osbourne: a dichiararlo è stata la stessa star all'edizione britannica di Classic Rock.

La voce di "Paranoid" ha chiarito che dopo la prossima tornata di show nel Vecchio Continente - che "non posso permettermi di cancellare di nuovo: dovrò essere in grado di farli" - non si ritirerà dalle scena, ma opterà per agende molto meno fitte e molto più comode. "Non girerò più il mondo", ha spiegato Osbourne: Non posso più farlo. Farò dei concerti invece che dedicarmi ai tour mondiali. Quando vado in Europa a suonare solitamente torno [negli USA] allo stremo delle forze, quindi ho intenzione prendermi una pausa lunga quando vorrò dopo il prossimo tour in Europa".

Riguardo la sua eventuale attività live futura, l'artista ha espresso curiosità nei confronti delle residency, serie di eventi consecutivi organizzati nella medesima venue: "Adesso tutti fanno queste [residency] a Las Vegas", ha spiegato lui, "Se mai dovessi farle sarebbe interessante, perché non mi va più di cambiare città ogni notte". Confermando la formazione che lo accompagnerà nel corso del prossimo tour sarà quella composta da Zakk Wylde alle chitarre, Rob "Blasko" Nicholson al basso, Tommy Clufetos alla batteria e dal figlio del tastierista degli Yes Rick Wakeman Adam alle tastiere, Ozzy si è soffermato anche sui problemi di salute che l'hanno afflitto nel corso degli ultimi anni: "Non so perché sono ancora vivo", ha confessato l'artista, "Ho 71 anni, e se mi guardo indietro penso alle tante persone che se ne sono andate: Gary Moore era un mio buon amico, e con John Bonham [dei Led Zeppelin], ucciso proprio dall'alcol, andavo a bere.

Nessuno di loro ha fatto cose peggiori di quelle che ho fatto io, e io non ho fatto cose migliori rispetto a loro. Abbiamo bevuto tutti allo stesso modo, abbiamo fatto lo stesso casino e tutto il resto. Sono stato fortunato a non soffocarmi con il vomito. Come Bon Scott. Era un mio caro amico. Era un grande cantante".

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