Coronavirus e concerti, la Royal Albert Hall: 'Vogliamo ripartire con queste misure'

Incerto il destino della sala da concerto, chiusa dal 17 marzo.

Coronavirus e concerti, la Royal Albert Hall: 'Vogliamo ripartire con queste misure'

Lo scorso 17 marzo la Royal Albert Hall, vera e propria istituzione per quanto riguarda la musica dal vivo (non solo classica) e il teatro nel Regno Unito, inaugurata addirittura nel 1871, è stata costretta a spegnere le luci a causa della pandemia di Covid-19. Le porte d'ingresso della sala resteranno chiuse almeno fino al prossimo 12 luglio, come si legge sul sito ufficiale. E non è dato sapere quando gli artisti torneranno a calcare quel palco. L'intenzione della Royal Albert Hall è chiaramente quella di ripartire presto con gli spettacoli, ma in sicurezza. Lo dice anche il direttore generale dell'istituzione, Craig Hassall, in un'intervista concessa al Mirror Online, illustrando le misure che ha intenzione di adottare per permettere al pubblico di tornare ad assistere ai concerti ospitati dalla Royal Albert Hall:

"Abbiamo chiesto al governo di prendere in esame le misure adottate dalle sale da concerto in altri paesi e le norme che sono state effettivamente applicate, più che le linee guida sul distanziamento fisico".

Il modello, ha spiegato il direttore generale, è il Blue Square di Seoul, in Corea del Sud, che in questi mesi ha continuato a ospitare le repliche del "Fantasma dell'Opera":

"Gli spettatori possono accedere alla sala camminando attraverso un getto nebulizzato disinfettante, sottoponendosi alla misurazione della temperatura e compilando un questionario su eventuali sintomi o sui posti in cui sono recentemente stati. Se vogliamo trovare una soluzione, bisognerà mettere insieme varie misure di sicurezza".

Inapplicabile, secondo Hassall, la norma relativa al distanziamento fisico:

"Con due metri di distanza tra le persone la capienza sarebbe ridotta al 27%, con un metro al 36%. Per andare in pareggio non possiamo spingerci al di sotto del 90%".

Negli anni sul palco della sala da concerto londinese sono passati artisti come Bob Dylan, Ella Fitzgerald, Frank Sinatra, Duke Ellington, Luciano Pavarotti, Jimi Hendrix, Led Zeppelin, Queen, Paul McCartney, David Gilmour, Elton John, Deep Purple, Zucchero, Laura Pausini e Adele, solo per citarne alcuni. In questo periodo avrebbe dovuto ospitare gli show di - tra gli altri - James Blunt, Rick Astley, i Saucerful of Secrets dell'ex Pink Floyd Nick Mason, Bryan Adams, Gregory Porter, Jeff Beck e Brian Wilson, oltre a vari spettacoli teatrali e concerti di musica classica.

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