Robert Plant, Dave Grohl, Neil Young e tutti gli altri: gli artisti cercano di salvare la musica dal vivo

I locali indipendenti che propongono musica dal vivo negli States rischiano di non riuscire più a riaprire: i big intervengono e chiedono l'intervento del Congresso.
Robert Plant, Dave Grohl, Neil Young e tutti gli altri: gli artisti cercano di salvare la musica dal vivo

Sono oltre seicento gli artisti che hanno firmato una lettera aperta rivolta al Congresso statunitense nel tentativo di proteggere i locali indipendenti che propongono musica dal vivo negli Stati Uniti, provati dalle conseguenze dell’emergenza sanitaria legata al Coronavirus. A chiedere un intervento federale in difesa degli esercizi commerciali che si fanno canale di diffusione delle performance degli artisti ci sono, ad esempio, il frontman dei Foo Fighters Dave Grohl, il già cantante dei Led Zeppelin Robert Plant, Neil Young, Lady Gaga, Billie Eilish, Ozzy Osbourne, Graham Nash, Billy Joel, Alice Cooper, i Coldplay e la voce dei Talking Heads David Byrne. In particolare, l’appello, del quale è portavoce la National Independent Venue Association, vorrebbe sostenere gli oltre mille locali legati alla musica dal vivo che a causa del Covid-19 e delle conseguenze del distanziamento sociale rischiano di chiudere i battenti. Si legge, tra le altre cose, nella lettera: “Sapremo che l’America sarà tornata quando i nostri locali di musica saranno pieni di fan che si godono i concerti in sicurezza”. E ancora:

L’esperienza della musica dal vivo è inestricabilmente legata al tessuto culturale ed economico della nostra nazione. In effetti, il 53% degli americani - 172 milioni di noi - hanno partecipato a un concerto l'anno scorso. Ti stiamo chiedendo di supportare la richiesta di assistenza della NIVA in modo che questi luoghi amati possano riaprire quando sarà sicuro e dare il benvenuto a noi e ai nostri fan. Il crollo di questo elemento cruciale dell'ecosistema dell'industria musicale sarebbe devastante.

Prosegue ancora la lettera:

I locali indipendenti permettono agli artisti di iniziare, spesso sono il primo palcoscenico su cui la maggior parte di noi ha suonato. Questi luoghi sono stati i primi a chiudere e saranno gli ultimi a riaprire. Con zero entrate e l'enorme sovraccarico di affitto, mutuo, servizi di pubblica utilità, tasse e assicurazioni, il 90% dei locali indipendenti riferisce che se la chiusura dovesse durare sei mesi e non ci fosse assistenza federale non riaprirebbero mai più.

Nella Penisola a partire dallo scorso 15 giugno la musica dal vivo ha ripreso il suo corso. O meglio, lo ha ripreso per chi ha potuto adeguarsi alle direttive governative che regolano la ripartenza dei live, sia dei più piccoli e sia dei più grandi, che non possono comunque superare le 200 persone al chiuso e le 1000 all’aperto. Tra coloro che hanno scelto di non rimandare, come hanno fatto tutti i live più grossi, al 2021 i loro set ci sono ad esempio – a oggi - Max Gazzè, Diodato, Daniele Silvestri, Alex Britti, Bugo e i Nomadi.

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