Voucher e rimborsi, il management delle star scrive al Ministro Franceschini. TicketOne: 'Il 'metodo tedesco' sancisce legame tra fan e industria'

La necessità: tutelare sia il pubblico che la filiera. Ecco gli ultimi sviluppi

Voucher e rimborsi, il management delle star scrive al Ministro Franceschini. TicketOne: 'Il 'metodo tedesco' sancisce legame tra fan e industria'

Continua a suscitare dibattito il tema dei voucher, la formula adottata dal governo italiano in prima istanza nel decreto Cura Italia e poi nel decreto Rilancio che ha sostituito con un buono il rimborso per i concerti annullati a causa dell'emergenza sanitaria da Covid-19.

Repubblica ospita gli interventi di Scott Rodger e Francesco Pasquero (quest'ultimo in passato già nello staff di Sugar Music, attualmente co-manager di Andrea Bocelli) di Maverick Management – Quest Artist Management, agenzia che cura gli interessi di artisti internazionali del calibro di Madonna, U2, Miley Cyrus, Aerosmith e Paul McCartney - e di Stefano Lionetti, amministratore delegato di TicketOne, che sul tema si era già espresso con Rockol lo scorso 5 maggio.

Rodger e Pasquero hanno fatto appello al Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini - già chiamato in causa da McCartney in un post sui propri canali social dedicato all'annullamento delle sue date italiane per l'estate 2020 - affinché la filiera del live venga aiutata senza penalizzare gli spettatori:

"I fan devono avere sempre la libertà di scelta. Per ogni concerto annullato, si deve poter ottenere un rimborso completo o un buono dello stesso valore se non addirittura superiore, ma devono sempre essere liberi di scegliere (...). In Italia, purtroppo, i fan non hanno avuto l’opzione di riavere semplicemente indietro i soldi di un biglietto che avevano comprato, e questa è una cosa profondamente ingiusta e scorretta. Noi, come management company, non abbiamo mai avuto voce in capitolo ne controllo su questa decisione che ci è stata comunicata e data per assodata dai partner (...) Personalmente, non siamo d'accordo con questa mancanza di scelta.

Abbiamo rapporti di lunga data con molti dei grandi promoter italiani e i management team che organizzano eventi di musica dal vivo in Italia, c’è stima, rispetto e amicizia. Il settore dello spettacolo in Italia da lavoro ad oltre 400.000 persone, che sono state tra le più colpite da questa crisi, vedendosi cancellare mesi di lavoro presente e futuro in modo totale. Ma non è scaricando il peso sui fan che si può gestire la situazione. C'è un urgente bisogno di assistenza del Governo Italiano per aiutare a sostenere l'industria della musica come in tutti gli altri paesi europei come sta accadendo, non lasciando tutto il peso in mano ai fan, che sono invece la linfa vitale del nostro mondo.

(...) tutti i promoter hanno comunque dovuto pagare la loro parte di tasse sulle entrate di ticketing ricevute quest'anno per gli spettacoli cancellati o rinviati. Questo a sua volta ha creato un’enorme ricaduta sulla loro capacità di rimborsare i biglietti, costringendoli ad accettare il sistema voucher come unica possibilità di sopravvivenza, e facendo cosi ricadere tutto sui fan che invece non dovrebbero pagare ulteriormente questa crisi globale.

Lei, come Ministro della Cultura si è detto subito sensibile all'argomento e per questo, dato che il tema continua ad essere per noi e per il pubblico di primissimo piano, le chiediamo di prendere in mano la situazione e tutelare il mondo dello Spettacolo che è stato chiamato in causa in questi mesi per aiutare ad alleviare il momento difficile, ma poi lasciato solo nel momento del bisogno".

Sempre su Repubblica l'ad di TicketOne Stefano Lionetti ha fatto invece un punto sull'attuale sistema dei voucher, e sulle possibili evoluzioni della normativa che - come già anticipato da Mimmo D'Alessandro (a capo, insieme ad Adolfo Galli, della D'Alessandro e Galli, società di live promoting organizzatrice dei due spettacoli annullati di McCartney in Italia) e Francesco Spera (presidente di Assomusica, associazione di categoria degli impresari di musica dal vivo italiani) a Rockol  - potrebbe arrivare a includere il rimborso in denaro, al momento non contemplato dalla regolamentazione vigente.

Solo un quarto degli eventi sono stati annullati, e quindi interessati dallo strumento dei voucher, mentre la maggior dei biglietti restano validi per spettacoli soltanto rinviati. Dopo aver spiegato che "circa la metà dei biglietti acquistati per concerti che sono stati poi annullati è già diventato un voucher spendibile per altri eventi dello stesso organizzatore", Lionetti ha chiarito come la Commissione Bilancio della Camera dei Deputati potrebbe estendere il limite temporale per la conversione dei voucher da 30 a 180 giorni, precisando come – quando e se la decisione verrà formalizzata - TicketOne accetterà anche le richieste di conversione presentate dopo la data di scadenza.

Riguardo l'opzione rimborso, il tema più sentito dai fan, Lionetti ha spiegato:

"Se verrà deciso [dal Governo] in questo senso, il voucher potrà essere presentato per la richiesta di rimborso economico. Ovviamente al termine del periodo di validità del voucher, che al momento è di 18 mesi. E’ quello che è stato chiamato il metodo tedesco, un metodo basato non solo sul criterio di aiuto finanziario in favore dell’industria dei concerti ma che sancisce il legame tra i fan e l’industria: il rimborso in denaro solo alla fine della validità dei voucher, dopo aver verificato che non ci siano offerte alternative di proprio gusto".

In ogni modo, ha concluso Lionetti, "gli emendamenti sui voucher sono almeno sei, si deciderà a maggioranza", molto probabilmente "non prima della metà di luglio, per la conversione di un decreto ci vogliono 60 giorni e penso che andranno alla scadenza naturale".

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