Adriano Celentano, la storia di “Prisencolinensinainciusol”

Quest’estate vi raccontiamo le storie di 45 canzoni italiane che, pubblicate a 45 giri, hanno avuto successo fra gli anni Cinquanta e il Duemila.

Adriano Celentano, la storia di “Prisencolinensinainciusol”

“Prisencolinensinainciusol”: 1973, A.Celentano , Ed. Clan

"Celentano è un artista che tutto quello che fa, lo rende accessibile. Prisencolinensinanciusol - pararà, papparara pararà… Era uno slang, non c'era un testo. La potevano cantare tutti".

(Biagio Antonacci)

"Celentano dice cose totalmente insensate".

(Indro Montanelli)

Canzone tra le più emblematiche e geniali del "Molleggiato", uscì alla fine del 1973, dopo l'ecologista 'L'unica chance', suscitando un comprensibile scalpore.

Non si trattava, come molti hanno sostenuto, di un rap ante-litteram - mancando il "parlato" che è alla base del rap: i fonemi privi di significato ispirati alla musicalità di un inglese inventato erano il suo modo di appropriarsi della parola-suono, a metà tra lo stile 'scat' del vecchio jazz e il grammelot di Dario Fo.

Come se non bastasse il brano, basato su una nota sola, un Mi bemolle (esperimento che richiamava 'Mondo in Mi 7' e 'Tre passi avanti'), poggiava su una ritmica energica ed assolutamente anomala nel panorama italiano dell'epoca, sulla quale i fiati ripetevano insistentemente un unico refrain di dieci note: probabilmente un'idea mutuata dall'ascolto di gruppi come Sly & Family Stone o i Tower of Power.

La canzone fece il suo ingresso nella top ten italiana il 16 febbraio 1974: i brani che andavano per la maggiore erano in quel periodo 'Alle porte del sole' di Gigliola Cinquetti (a lungo n.1), 'La collina dei ciliegi' di Battisti, 'Anima mia' dei Cugini di Campagna, 'Non gioco più' di Mina, 'Soleado' dei Daniel Sentacruz. Persino la presenza dei Rolling Stones era dovuta a un brano melodico ('Angie'). In questo clima, il martellante 4/4 di 'Prisen…' rappresentò un'eccezione fortunata e prolungata, visto che rimase nelle prime dieci posizioni fino al 29 giugno - più di quattro mesi. Discreto anche il comportamento all'estero: il singolo andò al n.1 in Francia, Belgio e Olanda, salì non poco nelle classifiche tedesche e riuscì persino ad entrare nella top 100 americana.

Le interpretazioni - spesso fantasiose - del significato del titolo e del testo si sprecarono. Qualcuno avanzò l'ipotesi che si trattasse di un acronimo, una frase le cui iniziali componevano la parola fatidica. Altri facevano notare che su diverse edizioni del disco e sugli spartiti, questa era scritta con le prime 6 lettere in maiuscolo, lasciando il resto in minuscolo, e comunque sempre con parecchia attenzione agli accenti ('PRISENcolinènsinàinciùsol'), e cercò quindi di scomporla, arrivando a ipotizzare un mosaico di lingue europee. Collaboratori del cantante smontarono il tutto spiegando che quella di improvvisare il testo in inglese maccheronico era semplicemente un'abitudine di Celentano per lavorare sul brano prima di elaborare le liriche in italiano (abitudine peraltro diffusa tra i cantanti italiani). Alla fine del provino, Adriano sarebbe rimasto soddisfatto del risultato, e avrebbe deciso di lasciare il tutto così com'era. Salvo elaborare poi la spiegazione che segue, offerta durante la trasmissione televisiva "Formula 2" (1973).

Ospite dello show della Rai, Celentano si presenta nelle vesti di insegnante (con occhiali, spolverino e camicia grigia), intento a impartire la sua lezione a una dozzina di allieve in minigonna sedute ai banchi (tra queste, la moglie Claudia Mori). Quando un'alunna chiede spiegazioni sulla canzone, il maestro risponde:

"Io ho capito che oggi nel mondo non ci capiamo più. Proprio è difficile, non c'è dialogo ormai… E' rimasto solo lo sguardo, un po' afflitto. E quindi ho ritenuto opportuno fare una canzone sul tema, cioè sviluppando il tema dell'incomunicabilità... Noi non comunichiamo, siamo Incom, come un vecchio telegiornale, che c'era prima… Signorina, stia in piedi. Ho voluto sviluppare questo tema lasciando come riferimento una sola parola, che vuol dire 'Amore universale'… Se voi dovete fare un gesto d'amore verso qualcuno - non c'è rimasto più nessuno, ci sono solo io - basta che diciate Prisencolinensinainciusol e tutto… Signorina, si sieda... Ed ora voglio sentire se siete preparate su questa cosa…" Al che, parte la canzone e Celentano si scatena cantando e ballando; il numero è completato da Claudia Mori che si alza dal banco per un assolo vocale (vero) e, più tardi, uno di armonica (finto).

Anni dopo, Celentano ha confermato l'intento della canzone nel libro "Il paradiso è un cavallo bianco che non suda mai", affermando: "E' un pezzo che rappresenta la situazione del mondo di oggi, nel quale è difficile comunicare".

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Domani racconteremo la storia di “Ti amo” di Umberto Tozzi

Abbiamo pubblicato in precedenza:

Umberto Tozzi, la storia di “Gli altri siamo noi”

Raf, la storia di “Cosa resterà degli anni Ottanta”

Loredana Berté, la storia di “Non sono una signora”

Loretta Goggi, la storia di “Maledetta primavera”

Umberto Tozzi e Raf, la storia di “Gente di mare”

Dario Baldan Bembo, la storia di “Amico è”

Gianna Nannini e Edoardo Bennato, la storia di “Un'estate italiana”

Giuni Russo, la storia di “Un'estate al mare”

Enrico Ruggeri, la storia di “Il portiere di notte”

Morandi-Ruggeri-Tozzi, la storia di “Si può dare di più”

Sergio Caputo, la storia di “Un sabato italiano”

Fiorella Mannoia, la storia di “Caffè nero bollente”

Pooh, la storia di “Pensiero”

Heather Parisi, la storia di “Disco bambina”

Orietta Berti, la storia di “Fin che la barca va”

Adriano Celentano, la storia di “Soli”

Loredana Berté, la storia di “Sei bellissima”

Adriano Celentano, la storia di “Svalutation”

Il testo qui sopra, scritto da Paolo Madeddu, è tratto, per gentile concessione del Gruppo Sugar, dal sito “Galleria della Canzone”, sul quale potete trovare le storie di più di 200 canzoni italiane di grande successo.

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