La delusione di Facchinetti: 'Da YouTube nessun supporto al nostro progetto di beneficenza'

Il cantante parla del caso "Rinascerò rinascerai", la canzone scritta insieme a Stefano D'Orazio per aiutare l'ospedale di Bergamo: "Un atto di generosità me lo sarei aspettato".
La delusione di Facchinetti: 'Da YouTube nessun supporto al nostro progetto di beneficenza'

"Pensavamo che qualcosa accadesse. Invece è non è successo assolutamente nulla. Un atto di generosità me lo sarei aspettato. È un peccato, perché dietro questa canzone c'è un progetto nobile: aiutare l'ospedale di Bergamo ad affrontare l'emergenza sanitaria", riflette Roby Facchinetti dall'altra parte del telefono, commentando il mancato supporto di YouTube a "Rinascerò rinascerai", la canzone scritta insieme allo storico batterista dei Pooh Stefano D'Orazio che il cantante ha pubblicato lo scorso 27 marzo - in piena emergenza coronavirus - facendo sapere che i proventi ricavati dai download e dai diritti d'autore ed editoriali del brano sarebbero stati interamente devoluti all'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo per l'acquisto di attrezzature mediche.

Ad auspicare l'intervento di YouTube era stato Rockol, lanciando a fine marzo attraverso alcuni articoli (.qui e qui) un appello alla piattaforma che però non ha ricevuto ad oggi risposta.

"Rinascerò rinascerai" ha riscosso sin da subito successo sul web. In particolar modo proprio su YouTube, dove il videoclip ha raggiunto in pochi giorni 10 milioni di visualizzazioni. Ma è stato anche oggetto di una fake news, denunciata poco dopo l'uscita da Facchinetti stesso sui suoi canali social: "Sta girando da qualche ora una catena WhatsApp in cui viene detto che attraverso le visualizzazioni del video 'Rinascerò, rinascerai' si contribuisce a fare beneficenza per il nostro progetto. Chiaramente ci dissociamo da queste informazioni non corrette perché gli unici modi utili per essere d'aiuto sono quelli di acquistare legalmente il brano". Così il cantante ha lanciato un sasso nello stagno su un tema tanto discusso come quello del value gap: quanto pagano le piattaforme digitali per ogni stream ai titolari dei diritti editoriali?

Stando alle più recenti stime di Digital Music News, tra le fonti più autorevoli su notizie di industria musicale, lo scorso anno YouTube pagava ai detentori dei diritti dei brani passati dai propri server 0,00069 dollari a stream.

Il che significa che il video su YouTube di "Rinascerò, rinascerai", che ad oggi ha totalizzato 15 milioni di visualizzazioni, grazie ai passaggi su YouTube ha versato all'Ospedale Papa Giovanni XIII di Bergamo 0,0006 euro a visualizzazione (mentre il download del brano sulle principali piattaforme digitali ha un costo di 0,99 euro). 9mila euro in totale. Pochi, secondo Facchinetti, che lo scorso martedì è intervenuto anche nella conferenza stampa organizzata da SIAE - che ha invece sposato la causa di "Rinascerò rinascerai" - a Roma per .sensibilizzare l'opinione pubblica sul tema della direttiva copyright, che risponde all'esigenza di riformare la disciplina comunitaria sul diritto d'autore, alla luce delle nuove tecnologie e della crescita delle piattaforme online, estendendo la protezione dei contenuti creativi al nuovo ambiente digitale (approvata lo scorso anno dal Parlamento Europeo deve ora essere recepita dal Parlamento italiano). Lo storico leader dei Pooh sperava che la piattaforma si attivasse per supportare economicamente il progetto: "Le avrebbe fatto onore. Questo brano è stato ascoltato in tutto il mondo: sono arrivate visualizzazioni anche da paesi molto lontani dal nostro. Io mi sarei impegnato per ringraziare pubblicamente la piattaforma", dice deluso il cantante.

Facchinetti fa parte delle oltre 17mila personalità del mondo dello spettacolo e della creatività che hanno aderito alla campagna #404Copyright lanciata da SIAE per invitare il Parlamento a recepire al più presto la direttiva: "La musica in questi mesi ha aiutato tante persone a sopravvivere, a superare i momenti duri e difficili. Molte persone ricoverate a causa del coronavirus mi hanno contattato per ringraziarmi, facendomi sapere che avevano trovato conforto nella nostra canzone. La musica ha una funzione sociale e deve essere riconosciuta. Spero che ora cambi tutto, sul tema del diritto d'autore e delle piattaforme online. Si tratta di trovare il giusto equilibrio tra chi crea e chi in qualche modo sfrutta i contenuti".

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