Paul McCartney e il post su voucher e rimborsi in Italia: parla Vincenzo Spera (Assomusica)

L'associazione di categoria italiana dei promoter musicali si ribella all'esternazione dell'ex Beatle
Paul McCartney e il post su voucher e rimborsi in Italia: parla Vincenzo Spera (Assomusica)

Il post con il quale, nella mattina di oggi, Paul McCartney ha definito "scandaloso" il mancato rimborso ai fan italiani per i due concerti annullati dall'ex Beatle originariamente previsti per i prossimi 10 e 13 giugno a Napoli e Lucca, non è piaciuto a Vincenzo Spera, presidente di Assomusica, l'associazione di categoria dei promoter di musica dal vivo italiani chiamata direttamente in causa - insieme al governo presieduto da Giuseppe Conte - come responsabile dell'adozione del sistema dei voucher, lo stesso contestato dal fan del grande artista britannico.

Era prevedibile, secondo lei, l'uscita di Paul McCartney sul sistema dei voucher riguardo le due date italiane?

No, perché sia lui che il suo staff, nel momento in cui hanno deciso di annullarle, erano perfettamente a conoscenza delle normative vigenti in Italia al riguardo: nel momento in cui ha deciso di cancellare i due concerti, avrebbe potuto escogitare e adottare le soluzioni che gli sembravano più idonee.

Tipo anticipare di tasca sua i rimborsi ai fan?

Sono cose che avrebbe dovuto decidere lui: avrebbe avuto ogni facoltà per fare qualcosa. Certo è che non si può far ricadere le proprie decisioni sull'ultima ruota del carro. Gli artisti vanno rispettati ma non sono divinità: se questa crisi cambierà qualcosa, e la cambierà di sicuro, sarà anche il tipo di rapporti che intercorrono tra artisti e pubblico.

Nel post di McCartney si parla di "richiesta" [nel testo originale in inglese, si legge "recommended by"] da parte di Assomusica al governo riguardo i voucher, lasciando intendere che Assomusica abbia avuto un ruolo attivo nell'orientare le decisioni dei legislatori...

Noi lottiamo per la nostra categoria, ma quasi mai riusciamo a ottenere i risultati che vorremmo. L'esempio più recente risale a poche ore fa, quando siamo siamo rimasti l'ultimo settore a non sapere quando poter operare senza l'obbligo di mascherina e di limitazione dell'afflusso nonostante si proponga un'attività statica, come per esempio quella di una platea a un concerto in teatro. Alle discoteche, per dire, queste limitazioni non sono state imposte. Quello che sostiene McCartney nel post è falso: la norma dei voucher non è nata per la musica dal vivo, ma per il turismo, la cultura, e lo spettacolo dal vivo in generale. E' stata adottata anche in Germania, dove il voucher ha una durata di due anni con opzione, alla scadenza, di rimborso...

Questa è una norma che in Italia non è ancora stata adottata, e che è stata proposta da Sergio Battelli in un emendamento al decreto Rilancio. Lo stesso Battelli che Assomusica aveva criticato, quando aveva fatto approvare la norma sul biglietto nominale...

A maggior ragione. Se anche Battelli, che con noi non è mai stato tenero, ha rilanciato su un tema del genere, vuol dire che questa soluzione ha un senso. Anche perché questa proposta è stata elaborata in condivisione a soggetti che si occupano di tutela dei consumatori.

Quindi come è stata presa, e da chi, la soluzione dei voucher?

In sede di elaborazione noi non siamo mai stati consultati: l'unico incontro con rappresentanti del governo l'abbiamo avuto a inizio marzo, quando ancora l'andamento dell'epidemia non era ancora chiaro. Successivamente siamo stati convocati solo un'altra volta, pochi giorni fa, dalla commissione affari costituzionali, per affrontare il tema delle riaperture. Quello che scrive McCartney, ribadisco, è falso: da parte nostra non c'è stata alcuna pressione.

Si aspettava maggiore esposizione, da parte degli artisti di alto profilo, su questo tema?

Da parte loro c'è stata una presa di posizione generale: nel 99% dei casi è stata adottata questa soluzione. Nel caso di McCartney, è stata la sua ostinazione nell'annullare le date a provocare questa situazione: se lui avesse annunciato i recuperi, il pubblico non avrebbe reagito così. Questa è una situazione generale, McCartney non può pretendere che nel suo caso vengano emanate leggi ad personam.

Su tutti i concerti annullati in Italia, è già nota la percentuale dei voucher già licenziati?

Mi pare che non ci siano grandi problemi, tutto sta procendendo in modo molto tranquillo. Nessuno ha voglia di perdere il pubblico: alla base di questo provvedimento c'è un settore che sta rischiando di sparire e che non sa quando potrà riaprire.
 

Dall'archivio di Rockol - La storia di “RAM” di Paul McCartney
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!
Scheda artista Tour&Concerti Testi
La fotografia dell'articolo è pubblicata non integralmente. Link all'immagine originale

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.