Paul McCartney e il post su voucher e rimborsi in Italia: parla Mimmo D'Alessandro

Il promoter dell'ex Beatle commenta l'esternazione dell'artista e apre alla modifica delle norme sui biglietti: 'Voucher validi due anni e rimborsabili alla scadenza, come in Germania, potrebbero essere una soluzione'

Paul McCartney e il post su voucher e rimborsi in Italia: parla Mimmo D'Alessandro

Il duro post che Paul McCartney ha pubblicato questa mattina sui suoi canali social ufficiali relativo all'annullamento dei suoi due concerti italiani ha riportato l'attenzione dei fan sul tema dei voucher, che - secondo le norme adottate con il decreto Cura Italia del 24 aprile scorso - prevede la sostituzione dei rimborsi con dei buoni di pari valore spendibili per altri spettacoli organizzati dallo stesso promoter del concerto annullato entro un anno dalla scadenza.

Mimmo D'Alessandro, con Adolfo Galli a capo della D'Alessandro e Galli, società che ha organizzato i due concerti italiani di McCartney cancellati a causa dell'emergenza sanitaria da Covid-19, in merito al sistema voucher si era già espresso con Rockol lo scorso 29 maggio. L'esternazione di McCartney di questa mattina, tuttavia, ha colto piuttosto di sorpresa la società di live promoting...

Vi ha stupito il post di McCartney?

Nonostante abbia attaccato più Assomusica e il governo che noi, un po' sì, dato che con il suo staff ci confrontiamo tutti i giorni: è sempre stato al corrente di tutto quello che è successo. Lo spirito di questa iniziativa, come ho già avuto modo di dire, è quello di tenere in piedi una filiera. Ho parlato con tanti fan, che hanno capito perfettamente la situazione. Nessuno vuole fregare nessuno: ecco perché non capisco le polemiche.

Come D'Alessandro e Galli vi siete confrontati con Assomusica, riguardo questo post?

Sì, da subito. Anche loro sono rimasti sorpresi. Stiamo cercando di fare il bene di una categoria, e trovo che il sistema dei voucher sia un atto di responsabilità. Quella di McCartney non è stata l'unica cancellazione nel calendario dei concerti italiani...

Però è quella che ha fatto più parlare...

Quello ce l'aspettavamo. Quando si parla di lui si parla dei Beatles, e quindi della storia della musica.

Credete che questo evento possa rappresentare un precendente problematico nel rapporto tra l'industria del live italiano e i grandi artisti stranieri?

No, non penso che quanto successo possa influenzare in alcun modo il rapporto del live promoting italiano con l'estero. Quando sarà passata questa bufera, credo che tutto tornerà nella normalità. Il pubblico deve solo avere il tempo di rendersi conto che tutto è stato fatto in buona fede, e che gli sforzi di tutti sono rivolti a far continuare i concerti nel nostro Paese, possibilmente meglio di prima.

C'è la possibilità che McCartney recuperi le due date italiane?

E' una cosa sulla quale non abbiamo mai smesso di lavorare. Non ho mai visto un artista che sia capace di rimanere lontano dal palco. Poi il tempo è galantuomo: adesso diversi si sentono arrabbiati, ma io ho parlato con tantissimi fan che il voucher l'hanno accettato senza nessun problema. Per McCartney, per esempio, ne abbiamo già licenziati 18mila su 44mila biglietti venduti. E' un dato che ci fa ben sperare: ci sono tantissimi appassionati che non vogliono i soldi, ma vogliono che i concerti continuino a esserci.

Quello dei voucher è un sistema che può essere migliorato?

Sì. Per esempio, trovo che il modello adottato in Germania, dove la validità del voucher è stata estesa a due anni con l'opzione di rimborso alla scadenza del termine, sia un buon medoto...

E' molto simile all'emendamento proposto da Sergio Battelli al decreto Rilancio...

Sì. Io ero stato critico nei suoi confronti, quando avanzò la proposta [poi diventata legge] sul biglietto nominale, ma questa mi sembra un'idea valida: poter rimborsare un voucher a due anni dall'emissione potrebbe essere una soluzione.

Leggi anche: Paul McCartney e il post su voucher e rimborsi in Italia: parla Vincenzo Spera (Assomusica)

Dall'archivio di Rockol - La storia di “RAM” di Paul McCartney
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