Al Body Funk Festival un esperimento di convivenza tra live e streaming pay per view: parla Francesco Del Maro

A inizio settembre, a Roma, la manifestazione tenterà di abbinare la dimensione dal vivo alla diretta di alta qualità: 'Il video sul Web non cannibalizza gli show, anzi: può valorizzarli'
Al Body Funk Festival un esperimento di convivenza tra live e streaming pay per view: parla Francesco Del Maro
Credits: Leonardo Rodriguez

La notizia è che il Body Funk Festival, la maratona dance / soul originariamente annunciata per il 7 giugno poi spostata - causa  emergenza sanitaria da Covid-19 - al 6 settembre si farà, cosa che, per i tempi che corrono, non è poco. A Francesco Del Maro, già organizzatore del festival internazionale itinerante Hit Week che del Body Funk Festival è il patron, l'apertura dei cancelli, però, non bastava: per ovviare alle inevitabili limitazioni imposte dalle autorità - che tuttavia prima di settembre potrebbero essere modificate - il promoter ha pensato di associare ai Dj set dal vivo una diretta streaming di alta qualità che potrà essere fruita - a pagamento - sul sito ufficiale della manifestazione, www.bodyfunk.it: i biglietti "virtuali" sono già in vendita, a 5 euro l'uno fino al 31 luglio e a 10 euro dal primo agosto al giorno dell'evento. Rockol ne ha parlato con Del Maro, che ha deciso di provare a far convivere due dimensioni apparentemente lontane per quella che sarà una delle pochissimi manifestazioni di musica dal vivo confermate per i prossimi mesi.

Quale piattaforma utilizzerete per lo streaming della diretta del festival?

Per la diretta useremo il sito del festival bodyfunk.it, che avrà “embedded” un'area da dove poter acquistare il ticket dello streaming che il 6 settembre, giorno del festival, al momento della validazione del titolo, trasmetterà in chiaro (all’interno della stessa finestra) lo streaming nella più alta qualità fruibile dall’utente secondo la sua connessione.

Perché avete scelto il vostro sito e non una piattaforma preesistente?

In primis perché YouTube né Facebook consentono programmi in diretta in pay per view. Ma sopratutto anche per la voglia di provare a sovvertire il sistema consolidato degli ultimi anni cercando quanto meno di capire la validità o meno di un modello “made in Italy” che prescinda dai colossi del Web, che in ogni caso, almeno per il momento, restano essenziali in un percorso di comunicazione integrato.

Perché è stata presa la decisione di ribaltare il processo abituale, ovvero di fare entrare gratuitamente gli spettatori all'evento dal vivo e di fare pagare lo streaming in diretta?

Ben prima della pandemia abbiamo pensato questo festival ad ingresso gratuito (previa registrazione on line) con, inoltre, una serie di servizi a valore aggiunto disponibili a pagamento (vip pass, backstage, corsi di yoga): da questo punto di vista non abbiamo dovuto adattare la nostra strategia alla situazione che si è venuta a creare in seguito all'emergenza sanitaria - a parte limitare fortemente gli ingressi.

Nel nostro modello economico quello che ci è venuto completamente a mancare è stato l'apporto degli sponsor, che in un’incertezza come quella che stiamo vivendo si sono giustamente e comprenssibilmente fermati in attesa di tempi migilori. Per il resto, al momento, stiamo ancora cercando di capire il tema del food & beverage, che - lo preciso senza problemi - era e deve essere una delle principali voci di reddito. Siamo sicuri che si arriverà ad una soluzione ragionevole, ma in ogni caso andremo avanti.

Partendo da queste considerazioni abbiamo comunque deciso di mantenere da un lato l’impostazione iniziale aggiungendo la diffusione  a pagamento dei contenuti.

Ragionando internamente abbiamo valutato che, in questo periodo in cui giustamente non ha senso fare programmi a lungo spettro per viaggi e/o spostamenti, per tante persone in italia e all'estero lo streaming a pagamento può diventare una valida alternativa consentendo loro di avvicinarsi al nostro festival.

Al di là di Hit Week, quali applicazioni immagini per un ruolo da service provider integrato come quello studiato per il Body Funk Festival?  Credi che queste modalità possano rimanere valide anche dopo il termine dell'emergenza sanitaria?

Assolutamente sì: per me lo streaming può definitivamente diventare un ulteriore strumento per la diffusione dei contenuti in particolare di quelli live con la certezza che non sarà mai in grado di sostituire la magia e l’unicità di un concerto dal vivo. Sinceramente, lo streaming di una performance di un’artista a porte chiuse a cui ci siamo abituati in questi mesi è - per quanto suggestivo suggestivo - l'antitesi esatta del motivo per cui facciamo questo lavoro.

Mi piace invece immaginare  lo streaming di uno show con il pubblico in diretta, immaginare di poter fruire di contenuti extra in diretta (backstage, etc.). Insomma tutto ciò apre una marea di scenari che esulano ovviamente dalla nostra esigenza specifica e che possono essere customizzati in base alle esigenze ed alla creatività di ognuno.

Io sono partito proprio da Hit Week e dalla magia di poter raccontare lo show di un artista italiano in diretta per esempio da Sidney, Miami, Shanghai… Qualcosa di irripetibile ed unico. 

Quello che a mio avviso bisogna considerare è che in un mercato in evoluzione e in crescita come quello del live interessanti potrebbero essere ad esempio le possibilità  intorno allo show di un artista i cui biglietti in una specifica città siano esauriti. Oggi forse non tutti sanno che la tecnologia offre la possibilità di mettere in vendita i contenuti di un determinato spettacolo magari solo ed unicamente in una determinata città, dove i biglietti sono esauriti, ampliando la platea di fruitori e di conseguenza i ricavi degli organizzatori, dando anche la possiblità anche a chi non ha la disponibilità di spesa di assistere ad uno show.
In sostanza, lo streaming non cannibalizzerebbe in nessun modo un tour o un concerto, ma ne diventerebbe un’importante appendice ed una nuova opportunità di valorizzazione della filiera.

Una soluzione del genere credi possa avvicinare gli spettacoli musicali a eventi sportivi come partite di calcio e gran premi, con una copertura video in diretta pay per view? Da un punto di vista imprenditoriale, una modalità simile sarà sostenibile anche per le piccole realtà indipendenti o solo per quelle più affermate e strutturate?

Quello che mi affascina è che la tecnologia è democratica nell'essere accessibile a tutti: piccoli e grandi. Questi ultimi hanno sicuramente un vantaggio finanziario ma spesso sono imbrigliati dietro logiche corporate che ne impediscono un adattamento rapido e veloce al passo - o, meglio, in anticipo - sui tempi. Il pay per view, con una modalità di fruizione diversa da quella a cui siamo abituati per gli sport e destinati ad un pubblico tecnologicamente pronto, può essere una grande opportunità per quelle realtà piccole/medie che in questo periodo si sono letteralmente reinventate.

Qual è la sfida principale da affrontare nell'imbarcarsi in progetti di questo tipo?

Quello che nel broadcasting di qualità da fruire in streaming risulta particolarmente complesso per una piccola o per una grande realtà è il processo di know how che consenta di  mettere in fila tutti i singoli pezzi del sistema. Ci sono una marea di variabili tecnologiche e non solo che contribuiscono a rendere realizzabile e valido un prodotto del genere sopratutto se fatto nell’ambito dei contenuti musicali: Quello che penso debba essere la discriminante vera è l’elevata qualità di realizzazione.

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