Mantova anno secondo: 'Non siamo più un controfestival'

Mantova anno secondo: 'Non siamo più un controfestival'
L’atmosfera carbonara e lo spirito “contro” della prima edizione (nata in opposizione al Festival di Sanremo, e in particolare a Tony Renis “amico dei mafiosi”) non ci sono più. E neppure la diretta televisiva (“l’anno scorso”, dicono gli organizzatori, “ha prosciugato il budget e ci ha imposto troppe costrizioni, tra interruzioni pubblicitarie e tempi tecnici da rispettare”). Ma non per questo il Mantova Musica Festival rinuncia alle prerogative di impegno civile, approfittando della simbolica concomitanza con la Festa della Repubblica (1-5 giugno). ”Il festival quest’anno sarà meno eroico ma più ricco. Che non fossimo solo un controfestival l'avevamo capito già l'anno scorso, mentre lo facevamo. Ora contiamo di migliorare ancora, non avendo più intemperie climatiche e mediatiche da fronteggiare” anticipa in conferenza stampa (oggi, meroledì 18 maggio a Milano) Nando Dalla Chiesa, membro del comitato promotore della rassegna accanto a Lidia Ravera, lo scrittore Fulvio Scaparro, il giornalista Fabio Zanchi e l’imprenditore Paolo Rampi. “Il programma è articolato in modo diverso”, spiega il sociologo: “5 concerti al giorno in città, spettacoli comici e satirici tutte le sere, presentazioni di libri e talk show contornati da performance musicali. Ancora più dell’anno scorso, cercheremo di valorizzare i talenti di ieri e di oggi”. A Vittorio Cosma, codirettore artistico-musicale insieme a Titti Santini, il compito di spulciare tra le abbondati offerte dell’imponente (e un po’ caotico) cartellone: “Ci saranno performance assolutamente inedite, come quella che Elio e le Storie Tese offriranno a fianco dell’Orchestra del Conservatorio di Mantova il 1° giugno. Alle parate militari ufficiali del 2 giugno noi risponderemo con una processione ‘pacifica’ di bande musicali da tutto il mondo dirette da Roy Paci. Abbiamo voluto proporre musiche di confine con la classica contemporanea, ingaggiando musicisti come Giovanni Sollima. E abbiamo invitato quasi 1000 operatori stranieri, perché speriamo che magari già dal prossimo anno Mantova possa diventare una vetrina anche internazionale della musica italiana che vive fuori dai circuiti più commerciali”.
Fra teatri, piazze e palazzi, la cinque giorni mantovana proporrà concerti di Mauro Pagani, Africa Unite con ArchiTorti, Mario Venuti, Ares Tavolazzi, ma anche la canzone umoristica di Flavio Oreglio (“and two guitar players”), Marco Paolini con i Mercanti di Liquore, il teatro canzone di Marina Massironi e Carlo Fava e Paolo Hendel, “promosso” al ruolo di presentatore della rassegna all’Ariston accanto alla confermata Pamela Villoresi (il programma completo compare sul sito www.mantovamusicafestival.it). Come l’anno scorso, molti altri artisti verranno per parlare: “ma c’è sempre una chitarra o un pianoforte a disposizione, e sicuramente qualcuno ne approfitterà” anticipa Enzo Gentile, che cura e presenta gli incontri “Una vita in musica” con Giovanna Marini (in apertura, il 1° giugno), Omar Pedrini, Pagani, Shel Shapiro, Cisco e & Modena City Ramblers, Morgan, Alice e Jovanotti (il 3 giugno). E poi jazz, musica classico-contemporanea, spettacoli per bambini, proiezioni cinematografiche (un documentario sui Dischi del Sole a cura della Radio Fandango di Domenico Procacci e Stefano Senardi, partner del festival), e spazio, nella rassegna serale all’Ariston, ai giovani talenti selezionati dalla commissione selezionatrice della manifestazione alternati ad esibizioni di Gino Paoli, Eugenio Finardi, Teresa De Sio, Carlo Marrale (l’ex Matia Bazar torna con un nuovo disco).
“Il tutto a prezzi bassissimi per il pubblico, perché molti artisti vengono a paga sindacale o persino gratuitamente e abbiamo studiato un 'percorso verde' che permette di assistere a spettacoli da mattina a sera senza spendere un euro” spiegano i promotori. Contento anche il presidente della Provincia Maurizio Fontanili: “Quest’anno gli organizzatori ci hanno chiesto meno soldi dell’anno scorso: il che, vista la nuova finanziaria, non guasta. Segno che questo festival comincia a camminare sulle sue gambe”.
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