Billie Eilish, Rihanna, Post Malone e altri sostengono la riforma della polizia dello stato di New York

La tragica scomparsa di George Floyd porta le star a chiedere più trasparenza nell'operato degli agenti dell'Empire State
Billie Eilish, Rihanna, Post Malone e altri sostengono la riforma della polizia dello stato di New York

Ci sono la grande vincitrice dei Grammy Awards 2020 Billie Eilish, la star dell'r'n'b Rihanna, Post Malone, Ariana Grande, Nas, Migos, Megan Thee Stallion, Meek Mill, Future, Demi Lovato e molti altri tra i sostenitori di una petizione rivolta al governatore dello stato di New York Andrew Cuomo e ai vertici del parlamento locale perché venga abrogato l'allegato 50-A alla legge statale sulla privacy, che prevede la riservatezza dei registri disciplinari degli agenti di polizia.

"Piangiamo l'uccisione di George Floyd e la perdita inutile di tante vite di cittadini neri prima della sua", si legge nella lettera aperta sottoscritta dagli artisti: "Dobbiamo rendere conto di coloro che violano il giuramento di proteggere e servire la cittadinanza e trovare giustizia per coloro che sono vittime della loro violenza. Un passo indispensabile è avere accesso ai registri disciplinari degli agenti delle forze dell'ordine. La legge 50-A dello stato di New York blocca quella piena trasparenza, proteggendo le cattive condotte degli agenti di polizia dalla conoscenza pubblica, rendendo più difficile perseguire la giustizia e attuare riforme. Questo articolo deve essere abrogato immediatamente".

"Ma l'abrogazione non è abbastanza", prosegue la nota: "Questo macigno sul sentiero della giustizia ha ostacolato la strada troppo a lungo, e deve essere completamente annientato. Non è solo una lettura errata della legge, e non è solo un ampliamento inappropriato del suo campo di applicazione. E' la legge stessa il problema, che serve a bloccare le informazioni cruciali rilevanti nella ricerca della responsabilità. Siamo lieti che il Governatore abbia dichiarato che la legge 50-A non dovrebbe vietare la pubblicazione di documenti disciplinari. Ma, chiaramente, non è abbastanza. La 50-A è stata usata troppo spesso in passato e, senza abrogazione, continuerà a essere utilizzata per bloccare la giustizia. Quando questa settimana il parlamento tornerà a riunirsi, raccomandiamo ai suoi membri di prendere coscienza del momento che stiamo vivendo e di compiere un passo forte, audace e significativo per affrontare questo problema strutturale e abrogare rapidamente la 50-A".
 

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