Gianna Nannini e Edoardo Bennato, la storia di “Un’estate italiana”

Quest’estate vi raccontiamo le storie di 45 canzoni italiane che, pubblicate a 45 giri, hanno avuto successo fra gli anni Cinquanta e il Duemila.
Gianna Nannini e Edoardo Bennato, la storia di “Un’estate italiana”

“Un’estate italiana”: 1989, G.Moroder - T.Whitlock - G.Nannini - E.Bennato, Ed.Warner Bros Music/Sugarmusic

Nel 1989, subito dopo aver composto il tema ufficiale per le Olimpiadi di Seul '88, Giorgio Moroder venne incaricato di comporre l'inno ufficiale dei Mondiali di calcio in programma l'anno successivo in Italia.

Il compositore, forte di tre premi Oscar ('Fuga di mezzanotte', 'Flashdance - What a feeling' e 'Take my breath away') e numerosi successi internazionali, si mise al lavoro nella sua città di adozione, Los Angeles, con il suo gruppo, il G.M.Project. Ne facevano parte il cantante Paul Engermann, Molly Ruffalo e Joe Milner. Il brano prese forma, inizialmente, nella sua versione inglese, ovvero 'To be number one', scritta con un suo collaboratore, il paroliere Tom Whitlock (coautore di 'Take my breath away', canzone che interpretata dai Berlin aveva dato un notevole contributo alle fortune del film 'Top gun'). Da segnalare il fatto che dopo la versione pro-Mondiali, contenente un accenno esplicito alle "italian nights", il previdente Moroder ne pubblicò un'altra con un testo più generico (ed eventualmente, adattabile ad altre competizioni…)

In un'intervista al settimanale 'Sorrisi e canzoni', il musicista di Ortisei spiegò il suo approccio: "Scrivere un inno non è facile, ed è comunque molto diverso dallo scrivere una canzone. Innanzitutto, un inno deve essere necessariamente maestoso, con una struttura musicale solida, ma nello stesso tempo orecchiabile, alla portata di tutti. Vista l'internazionalità del brano, deve inoltre avere suoni moderni e molto curati. Il nostro paese non è solo quello della melodia e dei mandolini napoletani. La pulsione verso il rock, magari con sonorità latine, è molto forte".

Per la versione italiana del brano, la scelta cadde su Edoardo Bennato e Gianna Nannini. Il primo era reduce da un numero uno estivo ('Viva la mamma', luglio 1989); la seconda aveva raggiunto il n.3 un anno e mezzo prima con la non memorabile 'Hey bionda' - ma rimaneva una delle cantanti italiane più conosciute in Europa. Trapelarono voci maligne sulla difficile convivenza tra i due artisti sia in sala di registrazione sia durante la stesura del testo italiano - che secondo alcuni sarebbe soprattutto farina del sacco del cantautore napoletano. "C'è stato qualche problema perché le loro tonalità sono diverse, ma tutto si è risolto per il meglio", si limitò ad ammettere Moroder: "Entrambi sono due interpreti rock che hanno alle spalle esperienze diverse ma anche credibilità e professionalità".

In ogni caso, dopo aver eseguito la canzone dal vivo per i 75.000 presenti allo stadio Giuseppe Meazza di Milano per la partita inaugurale Camerun-Argentina (8 giugno 1990), i due si mostrarono inclini a "rimuovere" l'intera operazione. Probabilmente entrambi si sentirono schiacciati e forse spersonalizzati all'interno del gigantesco circo mediatico, promozionale e organizzativo che fu Italia '90. Di fatto, il brano si rivelò uno dei maggiori successi discografici degli ultimi vent'anni: registrato nel novembre 1989, venne presentato sotto Natale e immediatamente entrò in classifica al n.3 (30 dicembre 1989). Il 10 febbraio 1990 andò al n.1, spodestando la 'Lambada' dei Kaoma. Dopo un paio di settimane perse terreno, ma senza mai scendere sotto al n.5. E con l'inizio dei Mondiali, riprese la vetta della classifica, per restarci fino al 15 settembre, giorno in cui cedette il posto proprio a Gianna Nannini, con 'Scandalo'.

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Domani racconteremo la storia di “Un’estate al mare” di Giuni Russo

Abbiamo pubblicato in precedenza:

Umberto Tozzi, la storia di “Gli altri siamo noi”

Raf, la storia di “Cosa resterà degli anni Ottanta”

Loredana Berté, la storia di “Non sono una signora”

Loretta Goggi, la storia di “Maledetta primavera”

Umberto Tozzi e Raf, la storia di “Gente di mare”

Dario Baldan Bembo, la storia di “Amico è”

Il testo qui sopra, scritto da Paolo Madeddu, è tratto, per gentile concessione del Gruppo Sugar, dal sito “Galleria della Canzone”, sul quale potete trovare le storie di più di 200 canzoni italiane di grande successo.

Dall'archivio di Rockol - Gianna Nannini presenta "Amore gigante"
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