Music Biz Cafe, parla Luca De Gennaro (direttore VH1 Italia)

'La musica in TV, negli anni, ha sentito il bisogno di essere raccontata: in futuro a trascinare la fruizione sarà il Web'
Music Biz Cafe, parla Luca De Gennaro (direttore VH1 Italia)

Luca De Gennaro - Dj, critico musicale, docente e direttore di VH1 Italia - è stato ospite di Music Biz Cafe, il video appuntamento di Rockol che vede i protagonisti del settore musicale italiano fare il punto, a colazione, sui temi più importanti all'ordine del giorno della filiera creativa e dell'intrattenimento.

"La rappresentazione della musica in TV è cambiata perché ha vinto un tipo di narrazione che prima non c'era: quando MTV ha cominciato, quarant'anni fa, bastava far vedere la musica in televisione", spiega De Gennaro a proposito dell'evoluzione dei contenuti musical-televisivi avvenuta nel corso degli anni: "Era il livello zero: il godimento estetico della musica attraverso i video era la maniera più efficace per trasmettere e promuovere musica. Poi il video è diventato una parte integrante dei progetti musicali di chiunque, a partire dai ragazzi giovanissimi, che si autoproducono le canzoni e girano i video con gli amici, facendo diventare organica il tipo di professionalità che prima circondava operazioni del genere. Negli anni la musica in televisione ha avuto il bisogno di essere raccontata: sono arrivati così i documentari, e addirittura le fiction come 'Vinyl', 'Hip Hop Evolution' e 'The Get Down', e poi ancora tutto il mondo dei talent show, che ha utilizzato la musica per fare spettacolo televisivo".

Cosa riserva il futuro alla musica raccontata per immagini? "Chi trascinerà tutti i media sarà la Rete", assicura De Gennaro: "La prima cosa che si farà per andare a vedere qualcosa sarà connettersi al Web. L'integrazione tra fruizione online, fruizione televisiva e altri tipi di fruizioni - penso a quella radiofonica, o al podcast - sarà sempre più stretta. Nei prossimi anni i marchi più importanti come MTV dovranno utilizzare il proprio prestigio e la propria conoscenza per entrare nei gangli di tutte le possibili declinazioni mediatiche. MTV lo fa da tanti anni, con programmi televisivi che non andavano in televisione ma andavano solo in Rete già dieci anni fa, come 'Storytellers', un format di MTV USA che con VH1 abbiamo portato in Italia del quale vado molto fiero".

A De Gennaro piace come la TV generalista, oggi, racconta la musica? "Certe cose riescono anche bene", dice lui: "Se devo pensare a due eventi musicali accaduti nel periodo del lockdown mi vengono in mente 'One World - Together at Home', che è stata una rappresentazione di musica generalista sulla TV generalista, e - a livello nazionale - il Concerto del Primo Maggio: mi è piaciuto come è stato realizzato, è stato un modo intelligente di fare di necessità virtù e di costruire uno spettacolo assolutamente dignitoso pur con tutte le limitazioni del caso. Noi, che non siamo generalisti, nel periodo di blocco abbiamo avuto la sventura di essere nel bel mezzo di quella che per noi è un'importantissima produzione televisiva, 'Yo! MTV Raps' - una delle trasmissioni storiche di MTV, il primo programma TV al mondo, nato nella seconda metà degli anni Ottanta, a parlare di rap. Siamo riusciti a portarlo in Italia quest'anno, e non appena iniziata la produzione delle prime puntate il lockdown ci ha colpiti. E' stato un brutto colpo, ma ci siamo rimboccati le maniche e siamo riusciti a produrre una cosa che speriamo sia interessante, mettendo insieme la prima stagione di 'MTV Raps' un po' con le cose registrate prima, un po' con quelle registrate nel mezzo dell'emergenza sanitaria - ovviamente in sicurezza. Siamo contenti di esserci riusciti. Tutte le puntate andranno in onda a partire dal 17 giugno su MTV Italia: il rap, che è sempre stato un genere molto vicino a MTV, finalmente torna a casa".

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