Il secondary ticketing e la storia di un brutto karma

Per tornare ad essere il re del settore, spende 4 miliardi di dollari. E due settimane dopo arriva il covid. Ecco la sua storia.
Il secondary ticketing e la storia di un brutto karma

Qualche settimana fa il governo britannico annunciava un’indagine dell’antitrust relativa alla fusione tra Viagogo e Stubhub. Fino a conclusione della stessa le due società dovranno continuare a operare separatamente. Suona come un brutto colpo, considerando che la fusione perfezionata solo nel febbraio scorso aveva l’obiettivo – oltre che di centrare sinergie assortite - di generare un fatturato combinato annuo stimato in un miliardo e mezzo di dollari, nonostante le ‘grane’ legali e di immagine che contraddistinguono sempre tutto quanto sia ascrivibile al secondary ticketing. Ma rimane un colpo da nulla in confronto a come il covid aveva già ridotto l’operazione a quasi-spazzatura, volatilizzando circa il 90% dei ricavi originariamente previsti quest’anno. E’ un caso da raccontare, credo sia istruttivo per l’intera industria.

    Qualche settimana fa il governo britannico annunciava un’indagine dell’antitrust relativa alla fusione tra Viagogo e Stubhub. Fino a conclusione della stessa le due società dovranno continuare a operare separatamente. Suona come un brutto colpo, considerando che la fusione perfezionata solo nel febbraio scorso aveva l’obiettivo – oltre che di centrare sinergie assortite - di generare un fatturato combinato annuo stimato in un miliardo e mezzo di dollari, nonostante le ‘grane’ legali e di immagine che contraddistinguono sempre tutto quanto sia ascrivibile al secondary ticketing. Ma rimane un colpo da nulla in confronto a come il covid aveva già ridotto l’operazione a quasi-spazzatura, volatilizzando circa il 90% dei ricavi originariamente previsti quest’anno. E’ un caso da raccontare, credo sia istruttivo per l’intera industria.

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