Colapesce e Dimartino: 'Tommaso Paradiso? Meglio dei Pink Floyd'

Il duo presenta l'album "I mortali": "Andiamo controcorrente e difficilmente abbiamo ceduto e fatto cose solo perché funzionavano in quel preciso momento". L'intervista.
Colapesce e Dimartino: 'Tommaso Paradiso? Meglio dei Pink Floyd'

Era nell'aria da un po' di anni. Alla fine si trattava solamente di concretizzare l'idea, tra una canzone e l'altra firmata insieme ma poi incisa da altri interpreti, da Marracash a Francesco Renga, passando per Levante. Eccolo qui il disco congiunto di Colapesce e Dimartino: si intitola "I mortali" e arriverà nei negozi questo venerdì, 5 giugno. Contiene dieci canzoni scritte tutte a quattro mani dai due cantautori siciliani, che nel singolo "Luna araba" duettano con la loro conterranea Carmen Consoli: "È un disco di pop d'autore.

Rispetto ai nostri lavori solisti, qui volevamo provare a fare qualcosa che non avevamo ancora fatto, sperimentando anche a livello linguistico", dicono loro, che hanno registrato l'album tra Milano, Como, Roma, Solarino e Misilmeri, nella loro Sicilia, collaborando con produttori come Federico Nardelli, Frenetik & Orang3 e Mace.

Collocati, per questioni generazionali, nel calderone del nuovo cantautorato italiano, quello del giro indie, Colapesce e Dimartino hanno in realtà ben poco a che vedere con gli esponenti del genere più esposti, Calcutta e Tommaso Paradiso su tutti. Sono in giro da molti più anni dei loro colleghi, eppure ancora non sono riusciti a raggiungere un riconoscimento mainstream: "Andiamo controcorrente e infatti non abbiamo una lira in tasca", scherzano loro, "anzi, più che andare controcorrente, andiamo per la nostra corrente. Seguiamo una linea. Difficilmente abbiamo ceduto e fatto cose solo perché funzionavano in quel preciso momento. Abbiamo sempre scritto quello che ci andava di scrivere. Nessuno dei due ha fatto dischi solo perché aveva bisogno di suonare e guadagnare, ma solo quando aveva delle cose da dire".

Ne "Il prossimo semestre", la canzone che apre il loro disco e ne rappresenta quasi il manifesto, i due sembrano farsi beffe dei cantautori pop contemporanei, che si sforzano a tutti i costi di fare colpo con le loro canzoni sulle ragazzine. "E che faccio, parlo di migranti? Per carità, migranti no. Devi sembrare impegnato senza esserlo, rassicurante", l'esilarante botta e risposta in un passaggio del pezzo. "Il mondo degli autori è pieno di personaggi stereotipati come l'editore e il produttore e luoghi comuni come 'voglio scrivere per Mina', 'voglio scrivere una hit', 'ora mi trasferisco a Milano, capitale della discografia'. Sembra la versione musicale di 'Boris'", dicono, riferendosi alla serie tv cult che ironizzava sulle fiction italiane. Si sono ispirati a "Il merlo" di Piero Ciampi, in cui il compianto cantautore livornese chiedeva al suo merlo di cantargli una melodia avvincente da portare all'editore, per svoltare: "Le canzoni sono disimpegnate perché è disimpegnato il tempo in cui ci troviamo a vivere. I ragazzi hanno perso fiducia e interesse nella politica e nella società. E allora nelle canzoni si tende ad alleggerire sempre di più, come se la profondità non fosse contemplata nel nuovo modo di fare arte".

I ragazzi hanno perso fiducia e interesse nella politica e nella società. E allora nelle canzoni si tende ad alleggerire sempre di più, come se la profondità non fosse contemplata nel nuovo modo di fare arte.

E se dalla loro penna dovesse uscire una potenziale hit come "Riccione" dei Thegiornalisti o una "Pamplona", per fare un paio di esempi? "La cederei ad altri interpreti, ma non per vergogna: semplicemente perché ognuno segue il proprio percorso.

Non mi sentirei a mio agio in quei panni", riflette Colapesce, che negli anni ha scritto canzoni poi portate al successo da Emma, Gué Pequeno, Annalisa e Danti. "Personalmente credo che non sia nemmeno così facilissimo scrivere una 'Pamplona'. C'è mestiere dietro", aggiunge, sorridendo, Dimartino, che come autore ha collaborato con - tra gli altri - Michele Bravi e Lodovica Comello. È quello che dice Paradiso quando risponde agli hater: "La gente dice: 'Ah, ha scritto Riccione!'. Scrivitela te 'Riccione'. È impossibile, è pop all'ennesima potenza". "La musica da sottofondo, di intrattenimento c'è sempre stata. Mi sembra la storia più vecchia del mondo, succedeva anche con i Pink Floyd", osserva Colapesce. Paragonare i Pink Floyd a Paradiso non sarà mica un po' rischioso? "Paradiso è sicuramente imparagonabile ai Pink Floyd: è molto meglio", risponde ironico, facendo scoppiare a ridere anche Dimartino, "credo sia una cosa legata anche alla credibilità del personaggio. Puoi scrivere dieci 'Pamplona', ma funzionano perché sono cantate da Paradiso. Se le fai cantare a un altro magari non funzionano".

Nessuno è in grado di stabilire se si può davvero tornare a suonare oppure no, attualmente. Molte categorie rischiano il tracollo, ma bisogna tenere conto anche della salute. Se qualcuno si infetta a un mio concerto, che si fa? Le regole non sono così chiarissime. E il governo ha dimostrato di non conoscere cosa accade effettivamente sopra a un palco e che tipo di pubblico viene ai nostri concerti.

Oltre al disco, i due avevano in programma un tour congiunto che però è stato rimandato a causa delle restrizioni legate alla pandemia di Covid-19. La loro agenzia, OTR, si è fatta portavoce di tutte le piccole realtà live che hanno deciso di reagire alla crisi e ha fatto sapere che quest'estate organizzerà concerti rispettando le norme governative (un massimo di 1.

000 spettatori per eventi in luoghi all'aperto e 200 per eventi in luoghi al chiuso, purché sia garantita la distanza di sicurezza tra le persone di almeno un metro - gli spettacoli potranno riprendere dal 15 giugno, giorno in cui riapriranno sale teatrali e cinema). Alcuni artisti del roster dell'agenzia, come Max Gazzé, .hanno già aderito all'iniziativa: "Noi stiamo valutando cosa fare. Per tutto questo tempo siamo rimasti bloccati in Sicilia, mentre i nostri tecnici erano a Bologna e gli strumenti a Milano. È complesso coordinare tutta la produzione, così". Colapesce, che in piena emergenza coronavirus ha pubblicato un Ep di cover di Neil Young devolvendo tutto il ricavato della vendita ai tecnici delle sue tournée, sembra un po' spaventato all'idea di tornare a suonare già quest'estate: "Personalmente credo sia presto. Nessuno è in grado di stabilire se si può davvero tornare a suonare oppure no, attualmente. Molte categorie rischiano il tracollo, ma bisogna tenere conto anche della salute. Se qualcuno si infetta a un mio concerto, che si fa? Le regole non sono così chiarissime. E il governo ha dimostrato di non conoscere cosa accade effettivamente sopra a un palco e che tipo di pubblico viene ai nostri concerti. Il fatto è che in Italia la musica non è molto considerata. O meglio, c'è solo una parte che viene effettivamente considerata, la lirica, che è anche quella più morta. Il fatto che l'aliquota Iva per i prodotti discografici sia del 22%, mentre quella per i libri del 4%, la dice lunga".

Intanto domani, giovedì 4 giugno, a partire dalle ore 21.30, per tutti coloro che effettueranno il presave del disco sul sito www.imortali.com, sarà possibile assistere a un evento in streaming che vedrà i due cantautori dialogare mentre attraversano alcuni paesaggi siciliani e suonano in anteprima, in versione acustica, alcune canzoni dell'album. 

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