Kobalt respinge le accuse di Spotify sulla controversia riguardante le pubblicazioni di Eminem

La società fondata da Willard Ahdritz respinge le accuse, definite 'infondate', mosse da Spotify sorte dopo la disputa con la società che amministra il catalogo di canzoni del rapper di Detroit.

Kobalt respinge le accuse di Spotify sulla controversia riguardante le pubblicazioni di Eminem

Kobalt ha respinto le accuse, definite “infondate”, mosse da Spotify contro la società fondata da Willard Ahdritz in una nuova azione legale, verificatasi a seguito della controversia tra il colosso svedese dello streaming e Eight Mile Style, che amministra il catalogo di canzoni del rapper di Detroit.

Lo scorso agosto Eight Mile Style - con cui Eminem non è attivamente affiliato - ha citato in giudizio Spotify negli Stati Uniti, affermando che la piattaforma ha reso disponibile in streaming quasi 250 canzoni di Slim Shady - incluso il brano “Lose yourself” - senza una licenza appropriata.

Per ognuna delle 243 canzoni presenti su Spotify, Eight Mile Style ha mosso una richiesta di danni legali pari a 150 mila dollari, ovvero 36,45 milioni di dollari in totale.

L’azione legale mossa da Eight Mile Style - la quale ha anche accusato Spotify di non aver rispettato il Music Modernization Act - ha sostenuto che “Spotify non ha reso conto a Eight Mile o non ha pagato Eight Mile per queste riproduzioni in streaming ma ha invece effettuato pagamenti casuali di qualche tipo, che pretendono di rappresentare solo una frazione di tali stream.”

Attraverso l’atto giuridico presentato da Spotify lo scorso 29 maggio, ripreso da Billboard, Kobalt è stato trascinato nella controversia. La piattaforma di streaming - in un documento legale ripreso da Music Business Worldwide - ha affermato, infatti, che “sebbene la richieste di risarcimento per violazione dei diritti mossa da Eight Mile sia priva di merito, è Kobalt ad avere la responsabilità ultima, nel caso in cui prevalga Eight Mile.”

Spotify, oltre ad affermare che Kobalt è responsabile dal momento che ha concesso licenze alla piattaforma di streaming per brani “presumibilmente di proprietà di Eight Mile" per un certo numero di anni, ha inoltre sostenuto che “Kobalt aveva l'autorità esplicita o apparente di Eight Mile per agire per conto di Eight Mile, e certamente ha portato Spotify a credere che avesse tale autorità". 

La piattaforma di streaming, inoltre, ha affermato che le canzoni pubblicate da Eight Mile erano coperte da un accordo diretto sulla concessione di licenze stipolato con Kobalt, sostenendo che “a malincuore, ha trovato necessario includere Kobalt in questa azione.”

Mentre Eight Mile nella sua causa affermava che "Spotify non ha tenuto conto di Eight Mile o pagato Eight Mile per questi stream", il documento di Spotify presentato lo scorso venerdì ha sottolineato che l'editore "ha ricevuto sostanziali pagamenti di royalty da Spotify" sulla base di un vasto numero di streaming registrati sulla piattaforma e ha evidenziato che: “Eight Mile suggerisce che è stato in qualche modo ‘ingannato’ da Spotify nel pensare che i brani fossero debitamente autorizzati per spiegare perché accettasse consapevolmente e depositasse pagamenti di royalty pur rimanendo in silenzio per anni.” Nel documento presentato da Spotify è stato riportato anche che: “La storia di Eight Mile sfida la logica. Ma la sua causa fallisce dall'inizio per un motivo ancora più semplice: Spotify, infatti, era autorizzato dall'agente di Eight Mile, Kobalt, a riprodurre e distribuire i brani.”

In una dichiarazione rilasciata a Music Business Worldwide, un portavoce ha affermato che Kobalt ha respinto le accuse mosse da Spotify, suggerendo che la piattaforma di streaming ha tentato di trascinare la società nella causa attraverso "accuse infondate”. Il portavoce di Kobalt ha dichiarato: “Con la prima revisione della denuncia presentata da terzi, Spotify caratterizza erroneamente la sostanza di entrambi i servizi forniti da Kobalt a Eight Mile Style e Martin Affiliated negli Stati Uniti, nonché il contenuto dell'accordo diretto di licenza con Spotify negli Stati Uniti con Kobalt.” E ha aggiunto: “Kobalt non ha violato il suo accordo con Spotify e si difenderà con forza da queste accuse infondate."

Secondo quanto riferito, Eminem non era a conoscenza della causa iniziale di Eight Mile Style fino a quando la notizia non è stata riportata dai media lo scorso mese di agosto. Il portavoce del rapper Dennis Dennehy, all’epoca aveva dichiarato che l'artista era "sorpreso quanto chiunque altro da questa notizia".

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