Quando Freddie Mercury si presentò con i baffi

Il look del cantante dei Queen cambiò e non tutti i fan ne risultarono soddisfatti.
Quando Freddie Mercury si presentò con i baffi

Nel giugno del 1980 i Queen pubblicarono il loro ottavo album, “The Game”. Il disco era stato anticipato, il gennaio precedente, dalla uscita del singolo "Save Me". Una canzone scritta dal chitarrista della band Brian May che raggiunse un buon undicesimo posto nella classifica di vendita.

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Poco prima della pubblicazione dell'album la band tornò sul mercato con un nuovo singolo, intitolato "Play the Game". Una canzone scritta dal frontman Freddie Mercury che vedeva la formazione inglese usare per la prima volta un sintetizzatore, ma fu il video della canzone a sorprendere la fanbase del gruppo.

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Freddie Mercury al tempo si era già tagliato i capelli e aveva smesso di tingersi le unghie. Ma nel video di “Play the Game” comparvero quelli che, a posteriori, risultano essere inscindibili dalla sua persona e dalla sua personalità: i baffi. Il cambiamento, come riporta Jacky Gunn nel libro del 1992 'Queen: As It Began' causò, "il dolore di molte delle sue fan femminili". E inoltre: "Il risultato fu che gli uffici della band vennero riempiti di rasoi e di una bottiglia di smalto nero inviati in dono".

Il nuovo look era chiaramente ispirato alle tendenze di moda nei club gay di San Francisco e Mercury non si faceva certo problemi se da qualcuno quel cambiamento non era gradito, anzi del suo precedente look disse:

"Quando guardo indietro a tutto quello smalto nero, chiffon, al raso, penso, 'Mio Dio! Cosa stavo facendo?'”

Presentatosi con i baffi, Mercury chiese allo storico roadie Peter Hince di scattargli una foto e rimase molto soddisfatto del risultato. Disse Hince: "Era in minoranza". Si disse che alcuni fan lanciarono dei rasoi usa e getta sul palco ai concerti dei Queen. In una registrazione lo si sente interloquire con i fan:

"A voi ragazze piacciono questi baffi? Ai ragazzi piacciono i baffi? Molte persone li odiano, in realtà non me ne frega un cazzo... sono i miei baffi e me li tengo!".

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Agli altri membri dei Queen il cambiamento non fece né caldo né freddo. Il batterista Roger Taylor commentò:

"Un uomo si fa crescere i baffi, non è un grosso problema. Ma ovviamente nel suo caso lo era. All'epoca rappresentava la scena gay. Non ci ha interessato minimamente. Fai quello che vuoi."

Visto con il senno di poi, quel look che creò più di una polemica, diventò una parte integrante del Mercury dell'ultimo decennio della sua vita, quello del successo più luminoso. Nel 2020 la rivista GQ osservò:

“Con i capelli ben ordinati e i baffi perfettamente tagliati, il suo stile è andato contro il mare di permanenti, criniere e mullet che hanno dominato il decennio ed è l'unico riferimento degli anni Ottanta con cui ce la possiamo cavare senza apparire degli idioti totali."

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