Led Zeppelin, Robert Plant e Bonzo nel ricordo di Benoit Gautier: ‘I ragazzi delle favole’

Gli Zeppelin visti dagli attenti occhi dell’impiegato francese dell’Atlantic che ha accompagnato il gruppo nella branca francese del tour del 1973.

Led Zeppelin, Robert Plant e Bonzo nel ricordo di Benoit Gautier: ‘I ragazzi delle favole’

Bonzo? Una “Bestia” dalla doppia personalità. Robert Plant? Un’anima gentile. John Paul Jones? Avrebbe potuto gestire la casa discografica. Jimmy Page? La mente del gruppo. Ecco i Led Zeppelin secondo Benoit Gautier, l’impiegato francese dell’Atlantic che ha accompagnato il gruppo nel corso della branca francese del tour del 1973 e che ha fornito dei precisi ritratti della band di “Stairway to Heaven”, in particolare del volto che il quartetto mostrava quando era in tournée. Il suo sguardo, tradotto in parole, è stato raccolto dalla biografia di Stephen Davis dedicata alla formazione britannica “Il martello degli dei”. Prima di tutto, però, cosa ci faceva Gautier con i Led Zeppelin? Racconta Davis:

Il 27 marzo i Led Zeppelin iniziarono a Lione un tour di cinque città della Francia. Mentre i roadie stavano montando la strumentazione, Peter Grant [il manager della band] scoprì con orrore che l’impresario francese non si era preoccupato di approntare un servizio d’ordine.

Ecco entrare così in scena Benoit Gautier, al quale Grant ha chiesto di occuparsi della sicurezza della band in terra francese, un compito che Gautier nella prima data del tour, a Lione, portò avanti in modo tanto mirabile che, citando il libro, “Peter Grant chiese a Benoit Gautier di occuparsi del servizio d’ordine per il resto della loro permanenza in Francia”. Permanenza dalla quale l’uomo della filiale francese dell’Atlantic ha tratto la principale ispirazione per raccontare i quattro Zeppelin. Il cantante della formazione, ad esempio, Gautier lo presenta come “veramente una persona simpatica”. Aggiungendo: “Non faceva mai del male a nessuno, aveva maniere educate, sorrideva in continuazione… Mi faceva sempre venire in mente che i Led Zeppelin erano costituiti da due tipi di persone. Due venivano dall’industria musicale, progettavano tutto e sapevano quel che sarebbe successo, gli altri due erano quel che io chiamo ‘i ragazzi delle favole’, dei ragazzi di provincia: Robert e John [Bonham]”. Quest’ultimo, addetto, e che addetto, ai tamburi della band, per il quale è stato proprio Gautier a coniare il celebre soprannome “La Bestia”, è invece ritratto come colui che “poteva essere la persona più generosa ma anche la peggiore". E ancora: "Bonzo si metteva a piangere quando parlava della sua famiglia. Poi i roadie cominciavano a spingerlo a far qualcosa e lui perdeva il controllo”.

Passando invece ai due “discografici” della band Gautier dipinge il profilo del bassista John Paul Jones spiegando che “quando si era in sua compagnia, si desiderava essere intelligenti, acuti e istruiti. Era estremamente intelligente e avrebbe potuto essere il più vizioso e pericoloso di tutti loro; non lo era ma avrebbe potuto esserlo. Era un membro del complesso, ma altrettanto facilmente avrebbe potuto gestire la casa discografica”. Page, infine: “La mente direttrice di tutto”, il musicista che “sembrava mantenere su di sé un controllo assoluto”.

Jimmy Page è tra l’altro un’ottima fonte di aneddoti sulla band britannica. Sulla sua pagina Instagram il chitarrista condivide spesso piccoli racconti, per la maggior parte legati ad anniversari, sul gruppo o sulla sua carriera solista, che vanno da come tutto ebbe inizio alla prima volta in cui, ad esempio, gli Zeppelin hanno suonato dal vivo “A Whole Lotta Love”.

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