Jimi Hendrix, quasi 50 anni dalla morte: la storia della copertina di "Are you experienced"

Il 18 settembre saranno cinquant'anni dalla scomparsa del grande chitarrista: prepariamoci a ricordarlo
Jimi Hendrix, quasi 50 anni dalla morte: la storia della copertina di "Are you experienced"

“Non ho niente a che fare con quella stupida copertina. Penso che sia triste come il fotografo ha abbrutito le ragazze. Alcune sono carine, ma il fotografo ha distorto l’immagine con un grandangolo a 180 gradi, o qualcosa del genere. C’è confusione e, anche se le ragazze sono belle, vengono fuori sfigurate. È volgare”.
Incredibile a dirsi, ma Jimi Hendrix non approvò mai la copertina dell’edizione inglese di "Electric Ladyland", pur essendo una delle più famose e belle della storia del rock. La sua idea per la copertina dell’album è descritta dettagliatamente in un paio di fogli autografi spediti ai dirigenti della casa discografica come suggerimento per l’art work. “Lo schizzo sull’altra pagina è un’idea a grandi linee, naturalmente, ma per favore usate le foto e il testo. Qualsiasi altro cambiamento rispetto a queste indicazioni non sarebbe appropriato per la musica e per il gruppo.
E la musica è la cosa più importante”. 
Le foto a cui Jimi fa riferimento vennero scattate da Linda Eastman (futura signora McCartney) una mattina del 7 agosto 1968 al Central Park di New York, e ritraggono i tre membri della Experience seduti sulla statua di Alice nel Paese delle Meraviglie, attorniati da bambini. In copertina un primo piano di Hendrix mentre suona, virato sul rosso. Jimi ha le idee chiare, dunque, su quella che deve essere l’immagine da dare alla sua “terra elettrica delle donne”, eppure è innegabile che la splendida e (per l’epoca) scandalosa foto di gruppo di David King e Robert Montgomery rispecchi in modo molto più efficace e coerente l’immagine pubblica dell’irrequieto Hendrix. “Per l’opinione pubblica lui era più un ribelle che un musicista innovatore, capisci?”, disse una volta Mike Finnigan. Questa idea fu alimentata da almeno un paio di episodi famosi, accaduti proprio a ridosso della lavorazione di "Electric Ladyland": nel febbraio 1968, la fama di Jimi come animale del sesso aveva raggiunto l’apice grazie alle Plaster Casters, che ne immortalarono la virilità con un calco in gesso (ancora oggi considerato il loro “capolavoro”). Il mese prima, in Svezia, Jimi sfasciò completamente una camera d’albergo, sovraeccitato dagli effetti di un cocktail di droga e psicofarmaci, e passò persino una notte in carcere.
David King ricorda che l’uscita del disco in Gran Bretagna era imminente, e che non c’era tempo da perdere. Quando apprese il titolo dell’album, e avendo ben presente che tipo fosse Hendrix, non poté fare a meno di pensare a quell’immagine forte e sopra le righe. Ne parlò subito con Chris Stamp, boss dell’inglese Track Records, che approvò il progetto, e poi chiamò Montgomery. “Dovevamo trovare 19 ragazze disposte a spogliarsi. Dovevamo trovare delle ragazze disposte a farlo. Il loro aspetto era irrilevante”. L’idea era assolutamente “anti-Playboy”: niente ritocchi, niente trucco o pose sexy. Le ragazze dovevano semplicemente esprimere l’idea di libertà, e apparire naturali e vere. Vennero offerte loro 5 sterline (all’ora) per il topless, 2 in più per il nudo integrale. Alla fine vennero pagate tutte 7 sterline. King afferma che Hendrix avrebbe dovuto essere lì per posare in mezzo a loro, ma non si fece vivo, e i fotografi lo sostituirono con delle sue foto, tra cui la copertina del precedente "Axis: Bold As Love" (realizzata dallo stesso King).
L’edizione inglese dell’album verrà censurata in America (e i collezionisti americani sborseranno parecchio per averne una copia di contrabbando), mentre in Europa circolerà liberamente. La prima edizione su cd uscì nel 1990 per la PolyGram: la copertina è quella di King e Montgomery, ma la tracklist non rispetta, inspiegabilmente, l’ordine originale dei brani. Un’edizione successiva, del 1997, rimasterizzata su catalogo Experience/Mca, riporta la tracklist originale, ma la copertina rimane quella ufficiale. 

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Domani riferiremo la testimonianza di Fabio Treves su Jimi Hendrix.

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Il testo sopra pubblicato è tratto da "Jimi Hendrix", pubblicato nella collana "La storia del rock - i protagonisti" curata a Ezio Guaitamacchi per Hoepli Editore, per gentile concessione del curatore e dell'editore.

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