Jimi Hendrix, quasi 50 anni dalla morte: la storia di "Wild Thing"

Il 18 settembre saranno cinquant'anni dalla scomparsa del grande chitarrista: prepariamoci a ricordarlo
Jimi Hendrix, quasi 50 anni dalla morte: la storia di "Wild Thing"

Country Joe McDonald era ospite del Monterey Festival con la sua band Country Joe & The Fish. Era in platea, in mezzo al 
pubblico quando Hendrix ha cominciato a suonare.
“Da lontano”, ci racconta, “non abbiamo capito bene cosa stesse facendo quando, nel corso dell’ultima canzone, ha buttato la benzina sulla Fender e ha dato fuoco alla chitarra. D’accordo, quella scena è passata alla storia. Ma per tutti noi, a passare alla storia era già stato il suo intero concerto: assolutamente incredibile. Anni luce più bello, spettacolare e coinvolgente di chiunque altro lo avesse preceduto”.
Eppure, quell’immagine di Hendrix, in ginocchio di fronte alla Stratocaster flambé, ha fatto epoca. Stupefacente via di mezzo tra sacrificio voodoo e misticismo cosmico, tra concupiscenza carnale e seduzione intellettuale, la geniale invenzione
hendrixiana ha avuto come colonna sonora una hit del mercato inglese del cosiddetto Caveman Rock. Reso popolare dai Troggs (abbreviazione di “Trogloditi”), il brano viene inciso dal quartetto di Reg Presley nel 1966. L’autore del brano (in arte
Chip Taylor) si chiama in realtà James Welsey Voight ed è il fratello del popolare attore Jon Voight nonché zio della bella Angelina Jolie. Inciso originariamente dalla band newyorchese Jordan Christopher & The Wild Ones, "Wild Thing" non decolla all’istante. I Troggs la scelgono dopo che il loro primo 45 giri non aveva funzionato. Registrano il pezzo in soli venti minuti e in men che non si dica sale al primo posto delle classifiche inglesi e americane.
La versione di Hendrix è molto più cadenzata, lenta e sincopata di quella dei Troggs. Jimi usa la canzone come show case di effetti sia sonici che teatrali enfatizzando il lato sessuale della canzone e il rapporto quasi carnale tra sé e il suo strumento.
Negli anni ‘90 la canzone è stata colonna sonora di film importanti incisa da gruppi rock celebrati, tra cui i Cheap Trick. Negli ultimi tempi è diventata uno spot per la squadra di baseball dei Chicago Cubs.

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Domani racconteremo la storia di "Voodoo Chile".

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Il testo sopra pubblicato è tratto da "Jimi Hendrix", pubblicato nella collana "La storia del rock - i protagonisti" curata a Ezio Guaitamacchi per Hoepli Editore, per gentile concessione del curatore e dell'editore.

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