Police: ecco perché Stewart Copeland non riesce più ad ascoltare 'Message in a Bottle'

'E' colpa di Andy Summers. Mentre la stavamo registrando...'

Police: ecco perché Stewart Copeland non riesce più ad ascoltare 'Message in a Bottle'

L'ex batterista dei Police Stewart Copeland non disdegna affatto - a differenza di altri artisti più intransigenti nei confronti di accessi nostalgici - riascoltare le canzoni registrate con la band un tempo guidata da Sting, con - però - un'unica eccezione: "Message in a Bottle", uno dei più grandi successi firmati dal gruppo londinese originariamente pubblicato come traccia d'apertura dell'album del 1979 "Reggatta de Blanc".

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Come spiegato dallo stesso Copeland nel corso di un'intervista rilasciata al programma radiofonico di Joe Benson Rock Nights, il trio - durante le session di registrazione in studio - faceva affidamento sul gusto del chitarrista Andy Summers per vagliare le diverse soluzioni di arrangiamento. Nello specifico, a Summer spettava il compito di "selezionatore" dei doppiaggi che ogni elemento del gruppo intendeva ad aggiungere alle proprie parti principali.

"Se sto guidando e la sento alla radio la ascolto", ha spiegato Copeland nel corso dell'intervista: "Tuttavia ci sono cose che oggi farei in modo diverso. Alla fine del brano, per esempio, ci sono troppi overdub sulla batteria. E' una bella canzone, ma quando la ascolta alla radio verso la fine cambio stazione, perché sul finale di 'Message in a Bottle' ho fatto un vero casino. Dov'era Andy, quando l'ho fatto? Lui era un ottimo filtro, perché tutti avevamo la tendenza a esagerare. Ma lui di solito ci diceva: 'No, così è troppo. Decisamente troppo. Less is more'. E di solito aveva ragione... ma dov'era quando avevo bisogno di lui mentre registravo il finale di 'Message in a Bottle'".
 

Dall'archivio di Rockol - “Reggatta de Blanc”, l’irresistibile reggae’n’roll dei Police
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