LEGGI L'INTERVISTA COMPLETA (PARTE 1 E PARTE 2) SU DEAGOSTINIVINYL.COM
Il produttore e compositore più apprezzato del momento pubblica il terzo capitolo di una trilogia iniziata nel 2016. S.A.D. Storm And Drugs è il suo modo di sentire la musica. Il suo viaggio personale.
Tempeste di emozioni e suoni, le mani sul pianoforte, campionamenti, elettronica e sinfonia. Dardust, alter ego di Dario Faini, classe ’76, è pianista, compositore, produttore. Si lascia ispirare dalla corrente tedesca dello Sturm und Drang per comporre brani creativi che aprono scenari immaginifici all’ascolto.
Ultimo capitolo di una trilogia iniziata tra i movimenti musicali di Berlino (e David Bowie), passata a Reykjavìk (e i Sigur Rós) e terminata a Edimburgo, S.A.D. Storm and Drugs sottolinea la doppia anima dell’artista con estrema sincerità.
Chi è Dardust?
Dardust è la mia creatività. È nata con David Bowie e i Chemical Brothers, che all’inizio si chiamavano Dust Brothers. So che non è un nome semplice ma sono sempre stato affascinato dalle stelle.
Quando hai iniziato a studiare musica?
Parto dallo studio classico a nove anni. Per otto ho studiato ma il conservatorio mi stava stretto, avevo paura rovinasse la purezza e l'ingenuità creativa che volevo esplorare nell’ambito pop ed elettronico. Ho iniziato a sperimentare da solo. E a scrivere canzoni. Mi sono laureato in psicologia, era il mio piano B. E non è da sottovalutare perché mi ha aiutato anche a capire quale fosse la mia identità. Quando ho iniziato a scrivere canzoni mi sono abituato a stare dietro le quinte. Per me era difficile espormi. Più scrivevo canzoni per altri, più funzionavano, più pensavo fosse la mia identità.
CONTINUA A LEGGERE L'INTERVISTA SU DEAGOSTINIVINYL.COM: PARTE 1 E PARTE 2