Antonello Venditti polemico: 'L'Iva per il porno è più bassa che per concerti e cd'

La rabbia del cantautore romano: "La musica è cultura e lavoro. Muti e Bocelli mi scaldano l'anima ma certo non mi fanno ridere".

Antonello Venditti polemico: 'L'Iva per il porno è più bassa che per concerti e cd'

Qualche giorno fa aveva lanciato un appello sui social ai colleghi, invitandoli a stare alla larga da social e tv (almeno) per una giornata: "La musica è cultura", aveva scritto. Ora Antonello Venditti si sfoga in una lunga intervista concessa al quotidiano "La Repubblica", nella quale punta il dito non solo contro il governo (rispondendo alle parole del presidente del Consiglio Giuseppe Conte sul ruolo degli artisti, quel "ci fanno tanto divertire e appassionare" detto durante la conferenza stampa della scorsa settimana che tanto ha fatto storcere il naso a cantanti, attori e registi), ma anche contro i suoi stessi colleghi, rei di essersi dimostrati - durante la quarantena - fin troppo presenzialisti sui social e in tv.

Il cantautore romano parte dalla notizia relativa al rinvio (o cancellazione, nel peggiore dei casi) di diversi concerti in programma in Italia quest'estate e alla possibilità di andare comunque in scena rispettando le norme contenute nel testo del decreto-legge sulle riaperture. E commenta:

Un'estate senza musica è impossibile. Sarà un tempo senza grandi concerti, ma la musica è come l'aria, non si può fermare. Io stesso non escludo di far qualcosa, magari con un pubblico ristretto. La verità è che il coronavirus è un'occasione anche per ripensare la dignità culturale che la musica non riesce proprio a ottenere in questo Paese.

Parlando poi dei concerti in streaming diffusi sui social da diversi suoi colleghi, la voce di "Alta marea" ha osservato:

Ho suonato molto, ma non sui social, tranne forse una volta all'inizio. Ho suonato per me. All'improvviso tutto quello che pensavamo fosse reale si è svelato virtuale e viceversa. Ci siamo ritrovati attaccati a un pc o a un telefonino"

Dunque, la risposta alle parole del presidente del Consiglio Giuseppe Conte:

In un primo momento sono rimasto affascinato da come il governo Conte ha gestito l'emergenza. [...] Era la fase della musica spontanea, persino dai balconi, che diventava quasi un ammortizzatore sociale della rabbia che c'era e che c'è ancora. Poi siamo diventati altro, 'artisti che fanno divertire', come ha detto Conte. Insomma gente con un hobby che non fa nulla dalla mattina alla sera. Ma la musica è cultura e lavoro, è gente che monta palchi, che suona dai pianobar alle arene. Muti e Bocelli mi scaldano l'anima ma certo non mi fanno ridere.

E ancora:

Serviva coraggio a dire di no al cantare in situazioni improprie. Io ho detto no, e ho sperato in una giornata di silenzio per le vittime e per difendere cultura e musica. L'Iva sui concerti e sui cd è sempre alta, è più bassa persino per il porno. E mi rende orgoglioso la scelta di Assomusica di fermarsi per il 2020.

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