Coronavirus, la discografia contro il governo. Cerruti (AFI): 'Sviste inaccettabili'

I rappresentanti delle varie associazioni lanciano un grido d'allarme.

Coronavirus, la discografia contro il governo. Cerruti (AFI): 'Sviste inaccettabili'

La discografia italiana è sul piede di guerra dopo la "sparizione" degli aiuti al settore discografico nel testo definitivo del Decreto Rilancio approvato dal governo e firmato ieri dal presidente della Repubblica. Nel decreto, denunciano i rappresentanti delle varie associazioni di categoria, non ci sono accenni di aiuti all'industria musicale, come quelli che vengono invece riservati a cinema ed editoria libraria. Dopo un comunicato congiunto diffuso ieri, arrivano ora le proteste dei rappresentanti delle varie associazioni. Come Dario Giovannini, vicepresidente di PMI (Produttori musicali indipendenti) e dg di Carosello Records, che ha lanciato un allarme ("Dimenticarsi della discografia significa paralizzare un'intera filiera"). E come Sergio Cerruti, dj dal 2018 a capo di AFI (Associazione fonografici italiani, che riunisce 140 aziende produttrici).

"Forse c’è una volontà precisa: non supportare il settore dell’industria discografica e degli editori musicali. Avevamo fatto già presente al ministro Dario Franceschini che questo settore non aveva goduto nei mesi scorsi del supporto necessario. E il tanto blasonato Decreto Rilancio ha confermato questa scia: nessun intervento sostanziale. Così rimangono al palo diverse centinaia di migliaia di persone: sono tante le professionalità coinvolte nei processi produttivi legati alla musica e ai live. Siamo tutti collegati, a iniziare dalle stesse associazioni musicali. Ricordo a tutti che i concerti producono il diritto d’autore, il diritto connesso e gli artisti in promozione fanno vendere i dischi. Insomma, c’è un ingranaggio bloccato e bisogna comprendere che c’è un danno globale in un’economia globale", dice Cerruti, che oltre ad essere presidente dell'AFI è anche vicepresidente di Confindustria Cultura Italia.

"Sviste di questo tipo", prosegue Cerruti, "non si possono accettare. Franceschini ha fatto tanto in passato per la musica, glielo riconosco e gliene sono anche grato, ma ci vuole più attenzione e responsabilità. Speriamo ci possano essere, attraverso i prossimi passaggi istituzionali, azioni di correzione al Decreto. Forse se il ministero non ha avuto alcun riguardo verso di noi, la colpa è anche dei produttori e dei presidenti di categoria, tra cui mi aggiungo anche io. Dobbiamo far più quadrato tra di noi e avere una maggiore forza rappresentativa. Soprattutto in questo periodo, dobbiamo essere uniti più che mai. O sarà il fallimento di tutto e di tutti".

Music Biz Cafe, parla Francesca Trainini (PMI, Impala)
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!
La fotografia dell'articolo è pubblicata non integralmente. Link all'immagine originale

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.