Lorde è entusiasta del suo nuovo album. E critica (tra le righe) i ritmi dell'industria

Proseguono i lavori di Lorde e Jack Antonoff sull'ideale seguito di "Melodrama", non più dal vivo ma via FaceTime.

Lorde è entusiasta del suo nuovo album. E critica (tra le righe) i ritmi dell'industria

Procedono, anche e forse soprattutto in tempi di Covid-19, i lavori per il terzo album in studio di Lorde, l’ideale seguito di “Melodrama”, che lo scorso mese di novembre l’artista neozelandese aveva annunciato sarebbe slittato per il momento difficile che la cantante stava attraversando. All’epoca Lorde aveva aggiornato i fan tramite newsletter, lo stesso mezzo con il quale è tornata a comunicare con il suo pubblico in questi giorni, spiegando, tra le altre cose, che il nuovo album sta prendendo forma. E criticando - tra le righe - i ritmi dell'industria discografica ("Melodrama" uscì nel 2017 e una volta terminata la promozione del disco la cantautrice ha fatto praticamente perdere ogni sua traccia, sparendo anche dai social: il suo profilo Twitter è fermo al novembre del 2017 e su Instagram non pubblica nuovi post da due anni). 

Al disco la voce di “Green Light” si sta dedicando insieme al collaboratore di lunga data Jack Antonoff, con il quale già Lorde aveva iniziato a lavorare, tra la Nuova Zelanda e Los Angeles, ben prima dell’inizio del lockdown da Coronavirus. Spiega l’artista nella sua newsletter che “Jack ed io siamo stati più di un’ora su FaceTime questa mattina per controllare ogni cosa”, sottolineando anche che “ci vorrà un po’ più di tempo” per la pubblicazione dell’album. "Potrei pubblicare nuova musica con maggiore frequenza, ma poi sarebbero cose di scarsa qualità", il messaggio che passa: 

Potrei farvi avere le nuove canzoni più in fretta. Ma quando si ascoltano cose di qualità, si provano sensazioni speciali. Avete capito cosa voglio dire?

Niente che possa però scalfire l’entusiasmo di Lorde: “Il lavoro è molto buono, amici”, scrive. Ribadendo: “Sono davvero elettrizzata per quando lo ascolterete”. Non è stato semplice, ad ogni modo, il periodo precedente per Lorde, in particolare quello che ha fatto seguito al tour a supporto di “Melodrama”, uscito nel 2017. Scrive sempre nella sua newsletter la cantautrice:

Sapevo di aver bisogno di una pausa dal tour alla fine dell’ultimo ciclo. Trovavo estremamente difficile la combinazione tra la paura brutale del palco e il fatto di non avere una casa stabile né una connessione con quello che mangiavo o con il posto nel quale vivevo. Avevo bisogno di cucinare del cibo, far crescere qualcosa, andare a fare un brunch in spiaggia, prendere coscienza (e liberarmene) della mia dipendenza da social media.

Un punto delicato, per Lorde, quello delle lunghe tournée, al punto che la cantante scrive che non sapeva “se sarei tornata di nuovo in tour per un bel po’. E ancora non so come mi sembrerà andare in tour, per me che sono una dolce e sensibile pianta di pisello". Ad ogni modo, prosegue Lorde, “voglio tornare ai festival, ascoltare gli intro della mia musica, guardare la band salire sul palco. Voglio devastare. Voglio vedere una lunga fila di voi fuori dal mio hotel. Voglio abbracciarvi tutti e prendervi le mani. Voglio fare interviste, parlare del disco ancora e ancora fino a che non lo conoscerò dentro e fuori”.

Il tour di Lorde a supporto di “Melodrama” ha preso il via a Manchester nel settembre 2017 e si è concluso dopo numerose tappe internazionali – Italia inclusa, dove l’artista si è esibita a Milano il 12 ottobre 2017 – si è concluso a Città del Messico nel novembre 2018. L’artista si è rifiutata di esibirsi in Israele, dove era attesa nel mese di giugno di quell’anno, in solidarietà con il popolo palestinese.

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