Music Biz Cafe, parla Paola Marinone (Buzzmyvideos)

'L'interesse del pubblico per il video sul Web - musicale e non - non finirà insieme al lockdown'

Music Biz Cafe, parla Paola Marinone (Buzzmyvideos)

Paola Marinone, ad di BuzzMyVideos, è stata ospite di Music Biz Cafe, il video appuntamento di Rockol che vede i protagonisti del settore musicale italiano fare il punto, a colazione, sui temi più importanti all'ordine del giorno della filiera creativa e dell'intrattenimento.

"Ci siamo chiesti tutti, all'inizio del lockdown, cosa sarebbe successo tra domanda e offerta nel settore dei video online", ha spiegato la Marinone riguardo il boom di contenuti video lanciati sul Web nel corso degli ultimi due mesi: "YouTube, in marzo, ha reso noti i numeri della sua crescita, che ha fatto segnare un incremento del 70% delle views a livello mondiale. Considerate le proporzioni della piattaforma, il numero è enorme. La crescita della domanda è stata impressionante, e anche con l'allentamento delle misure restrittive il dato non sembra calare, pur rivelando una natura diversa. C'è ancora molta curiosità nell'utilizzo dei video, che resta ancora una grande opportunità".

Opportunità che può essere colta anche dalle realtà emergenti e indipendenti, le più colpite dal blocco degli spettacoli dal vivo imposto per contenere la diffusione del Covid-19? "Il video non può essere un sostituto dell'attività dal vivo, se non altro in termine di entrate: tuttavia in una fase come questa, soprattutto per un artista emergente, il video può essere un modo per creare e aumentare la propria fan base, per poi monetizzare in una seconda fase, creando un engagement molto più elevato e aumentando la propria visibilità sui media", ha osservato la Marinone: "La crescita del 70% nella domanda ci dice che il pubblico ha voglia di scroprire realtà e contenuti nuovi. E ci sono altre modalità per monetizzare i contenuti, oltre all'advertising: occorre essere creativi, certamente, per trovare il modo di avere entrate accettabili".

Il mondo della musica, tuttavia, in materia di video e Web ha ancora un grande nodo da sciogliere, affrontato in molte sedi - non ultima, quella del Parlamento Europeo - e oggetto da anni di infuocato dibattito. "Il value gap è sicuramente un argomento di grande discussione: tra il 2009 e il 2011 ho lavorato a YouTube, era un nodo che esisteva già allora e che è rimasto", conclude la Marinone: "Molto dipende dal tipo del pubblico che si ha e dal paese dove viene fruito il contenuto: esistono tante opzioni di utilizzo della piattaforma YouTube. Se lo si considera come una piattaforma di marketing e non solo come un veicolo di monetizzazione dei contenuti si possono creare nuove opportunità di business. Gli rpm moltiplicati per le visualizzazioni rappresentano solo una delle fonti di reddito: creando un panel di marketing attraverso l'audience e cercando strade di monetizzazione diverse si possono creare grandi opportunità, attraverso per esempio la vendita del merchandise, il ticketing, la disponibilità di contenuti ad hoc fruibili previa subscription, o anche concerti in streaming a pagamento. Se utilizzato in maniera proattiva, YouTube è un canale dove invece di pagare per fare adverdising si viene pagati per farlo".

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