Se anche 'Skam' strizza l'occhio alla nuova scena italiana

Nella nuova stagione della serie televisiva la colonna sonora è composta dalle canzoni di - tra gli altri - Myss Keta, Gazzelle, Elettra Lamborghini e Deka

Se anche 'Skam' strizza l'occhio alla nuova scena italiana

La nuova scena italiana va alla conquista delle serie tv. Da "Tutto può succedere" a "Summertime", fino ad arrivare alla versione italiana di "Skam", la serie fenomeno del momento che racconta la vita di alcuni adolescenti, arrivata quest'anno su Netflix. "Skam" ha debuttato nel 2018, ma solo nelle ultime settimane - complice anche l'approdo sulla popolare piattaforma di streaming video: prima era disponibile solo su TIMvision - ha cominciato a far molto parlare di sé. Nella quarta stagione, che è stata resa disponibile il 15 maggio, non ci sono solamente le musiche composte per l'occasione da Ivan Silvestrini, ma anche brani di Myss Keta ("La casa degli specchi", con Gabry Ponte), Gazzelle ("Non sei tu"), Massimo Pericolo ("7 miliardi") ed Elettra Lamborghini ("Pem pem"), oltre che a "Disordine" e "Tokyo Drift", firmati dal giovane artista romano Deka.

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Non è una novità che "Skam" strizzi l'occhio alla nuova scena cantautorale e rap italiana. Nella colonna sonora della prima stagione, prodotta nel 2018, c'erano canzoni de I Cani (Contessa aveva già cominciato a latitare da un paio di anni - l'ultimo disco, "Aurora", era uscito due anni prima - ma il boom dell'ItPop aveva permesso al cantautore di essere riscoperto anche da chi non aveva seguito le vicende relative alla nuova scena cantautorale romana, e dunque italiana, sin dagli albori), Calcutta, Ghali, Dark Polo Gang. Nella seconda stagione, pubblicata alla fine dello stesso anno, c'erano ancora pezzi de I Cani, ma anche Lemandorle e Cesare Cremonini (tra i padri putativi di questa nuova scena). Sempre attenti alle tendenze musicali, nel 2019 gli ideatori della serie inserirono negli episodi della terza stagione pezzi di Billie Eilish, Salmo e Willie Peyote, tra gli altri.

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La conquista delle serie tv sembra rappresentare un'ulteriore tassello dell'ascesa della nuova scena musicale italiana - non solo quella cantautorale, ma anche quella rap. Era il 2017 quando Calcutta e Motta si esibivano sul palco del Ground Control, il locale fittizio (che poi esiste davvero: è il Lian Club, un live club ospitato da un barcone sul Tevere) intorno al quale ruotavano le vicende della serie di Rai1 "Tutto può succedere". Pochi mesi dopo, non troppo distante dal Ground Control, i pariolini di Roma nord protagonisti di "Baby" (versione netflixiana di quelli che Contessa raccontò già nel 2011 nella sua "I pariolini di diciott'anni"), la serie liberamente ispirata al caso di cronaca delle "baby squillo" romane, curavano i loro piccoli problemi di cuore con le canzoni di Paradiso (la sua "Non avere paura" avrebbe accompagnato la seconda stagione della serie), Cosmo e Maneskin. Quest'anno, peraltro, proprio a un cantautore del giro ItPop Netflix ha affidato la realizzazione della colonna sonora di una sua produzione, "Summertime": le musiche della serie ambientata a Cesenatico con protagonisti - anche in questo caso - alcuni adolescenti, portano le firme di Giorgio Poi. E la colonna sonora - realizzata in collaborazione con Bomba Dischi, l'etichetta che ha lanciato diversi protagonisti della scena, da Calcutta a Carl Brave e Franco126, oltre allo stesso Poi - contiene anche brani di Frah Quintale, Francesca Michielin, Achille Lauro, Coma_Cose, Gemitaiz, Laila Al Habash, Clavdio e Psicologi. 

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