Diodato ha vinto l'Eurovision 2020

No, purtroppo non è successo ma questo è il titolo che avremmo voluto scrivere, stasera. Quest’anno non c’era la gara ma lo show Europe Shine a Light, con le canzoni che avrebbero dovuto gareggiare. E il vincitore morale, secondo noi, è stato lui

Diodato ha vinto l'Eurovision 2020

Il titolo di quest’articolo è quello che avremmo voluto (e forse potuto) scrivere se le cose  fossero andate diversamente. Ma la pandemia ha cambiato tutto nella musica, i titoli sono diversi e anche l’Eurovision Song Contest 2020. È stato trasformato in “Europe shine a light”, uno show senza competizione e anche un po’ senza senso. Diodato non ha vinto, non c'è stata la solita gara. Abbiamo visto frammenti delle canzoni dei  41 cantanti che avrebbero dovuto gareggiare, inframezzate da altre esibizioni di cantanti in qualche modo legati alla tradizione di Eurovision e video musicali motivazionali che celebrano l'Europa. Per noi è come se avesse vinto comunque Diodato.

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Con "Fai rumore” il cantautore pugliese era dato tra i favoriti dagli scommettitori. Diodato ha scelto di registrare la sua esibizione all’Arena di Verona, vuota e illuminata con il colore azzurro dell’Europa e quello della bandiera italiana.  In questo periodo abbiamo visto molte esibizioni suggestive in luoghi famosi deserti: il Colosseo, il Duomo di Milano,  Piazza Maggiore a Bologna o Piazza San Marco a Venezia. Ma l’Arena è un’altra cosa: è uno dei luoghi per eccellenza della musica in Italia e nel mondo, abbiamo visto concerti pazzeschi in quel luogo e vederlo risuonare con le note di una grande canzone come "Fai rumore" è stato emozionante.
Non c'è stata gara con le altre esibizioni: la potete vedere qua.

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La performance è stata trasmessa per intero per l'Italia nell’anteprima del programma, poi ripetuta in versione ridotta nello show. Ma a Diodato è stato riservato uno spazio speciale nella serata: un collegamento, in cui ha raccontato come il brano, da storia personale, è diventato un simbolo di questo periodo. E poi ha reso omaggio a Modugno, cantando “Nel blu dipinto di blu”, in gara nel 1958 a Eurovision.

Uno show incomprensibile, dicevamo: "Europe Shine a Light" voleva essere un omaggio all’Europa ferita dalla pandemia, invece è risultato un montaggio di frammenti dei concorrenti attuali e di video di partecipanti delle edizioni passate: tutto molto freddo, senza un vero filo conduttore esplicito, senza la componente spettacolare dell’Eurovision classico, senza un racconto nella versione originale, mentre la versione italiana aveva il commento di Flavio Insinna e Federico Russo, che parlavano spesso sopra le canzoni e interloquivano con ospiti vari in collegamento da casa.

 Impossibile dare un giudizio sulle canzoni, ridotte a intramuscolari di pochi secondi. C’era anche l’Italiana Senhit, prestata a San Marino, con “Freaky!”, un brano alla Black Eyed Peas; avremmo ascoltato volentieri quella degli Hooverphonic, cofirmata dall’Italiano Luca Chiaravalli. Ma da quel poco che abbiamo ascoltato, nulla di sensazionale, in generale: l'impressione è che avremmo davvero potuto vincere con Diodato, ma chissà.
Arrivederci all’anno prossimo, con la competizione e con l’Eurovision reale, non con questo surrogato.

(GS)

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