Canzoni italiane dal 2000 al 2020: “Io sono Francesco” di Tricarico

Raccontiamo venti canzoni italiane pubblicate nell’ultimo ventennio, attraverso le schede scritte da Vincenzo Rossini.

Canzoni italiane dal 2000 al 2020: “Io sono Francesco” di Tricarico

“Io sono Francesco” di Tricarico, da “Tricarico”, Universal, 2002.

“Puttana puttana / puttana la maestra”. Sbam. Sul finire dell’anno 2000 le radio cominciano a trasmettere una surreale canzonetta elettronica, eccessivamente allegra, eccessivamente cantilenante, cantata in modo eccessivamente sghembo, quasi stonato dice qualcuno, comunque eccessivamente ‘strana’. L’opinione pubblica si affeziona al personaggio Francesco che canta “Io sono Francesco”, e i media colgono l’occasione ghiotta per romanzarci sopra. Jovanotti ne tesse le lodi e più avanti lo porta con sé nei concerti. E Tricarico, dov’è? non c’è, semplicemente. Costruiamo di lui un’immagine aderente alla sua canzone: lo supponiamo introverso, restio al mostrarsi, poco piacente, poco piacione. Per essere strano, Tricarico lo è veramente, e sappiamo così poco di lui... In realtà, “Io sono Francesco” è un “character play” puro: è una descrizione talmente dettagliata di un personaggio difficilmente al centro delle canzonette, fatta scorrere su una linea narrativa onnicomprensiva, da non istigare alcun bisogno che la Persona Francesco intervenga, in carne e ossa, a suffragarne la tesi.

Francesco è sul palco, vestito in abiti grottescamente giovanili, da essere scambiato per un clown, con la sua capacità di suscitare al contempo una forma di adesione isterica e una ritrosia di difesa. Francesco è diverso e, come retorica della diversità impone, l’essenza del suo messaggio è filtrata attraverso le particolarità di chi quel messaggio lo sta ponendo. Francesco, insomma, rischia di non essere preso sul serio, proprio da chi sta leggendo la profonda serietà di quella canzone. Tricarico vorrebbe andassimo oltre la biografia personale. Ma è biografia pura: Tricarico giocherella con le modalità espressive tradizionali della filastrocca e le sostituisce con squarci lampanti sul danno emotivo da lui vissuto. È la cronistoria di un trauma, dei suoi effetti e di un suo potenziale superamento. Solo che invece che raccontarlo, il trauma, Tricarico ce lo mostra attraverso istantanee della memoria, ricreazioni fulminee di momenti del passato alternate a dolorose prese di coscienza fatte in età matura (“un vuoto per vent’anni nel cervello”), che naturalmente mostrano più le emozioni collegate a un evento che l’evento stesso. quella “frase del cazzo” (“Ora vai a posto e lo fai come tutti gli altri”) deve aver colto, in un sentire più ampio, un preciso senso di ebollizione interiore di tutti quelli che non hanno difficoltà a riconoscere le proprie debolezze nel loro percorso di vita.

E quindi Io sono Francesco è diventata qualcosa di più della mera storia di un orfano che rinasce. L’identificazione è scattata nell’aver rievocato un intero immaginario del sopruso infantile: lo choc, l’umiliazione, il senso di inadeguatezza, la rabbia, la vendetta, l’isolamento. E poi il diventare adulto, smettere di mangiare, pulire i pavimenti di chissà che posto, per anni, nella convinzione irrazionale che qualcuno sarebbe arrivato ad aprire lo scrigno del pensiero-chiave: “Il padre è solo un uomo / e gli uomini son tanti, scegli il migliore, seguilo e impara”. E quindi rimuovere il peso e puntare a un sogno di riscatto universale, oltre Francesco, oltre il padre, concreto o simbolico. Per rimettersi a giocare: “Brilla brilla la scintilla brilla in fondo al mare / venite bambini, venite bambine / ditele che il mondo può essere diverso / tutto può cambiare, la vita può cambiare / e può diventare come la vorrai inventare”.

(di FrancescoTricarico / © Universal)

(Vincenzo Rossini)

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Domani scriveremo di “PadreMadre” di Cesare Cremonini

Abbiamo già pubblicato:

"Il timido ubriaco" di Max Gazzé

"La descrizione di un attimo" dei Tiromancino

"Tutti i miei sbagli" dei Subsonica

"L'ultimo bacio" di Carmen Consoli

"Xdono" di Tiziano Ferro

"Luce (Tramonti a Nord Est)" di Elisa

La scheda è tratta, per gentile concessione dell’autore e dell’editore, da “Unadimille – 1000 canzoni italiane dal 2000, raccontate”, edito da Arcana, al quale rimandiamo per le altre 980 schede.

(C) Lit edizioni di Pietro D'Amore s.a.s.

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