Ian Anderson (Jethro Tull): 'Soffro di una malattia cronica ai polmoni'

L'artista rivela: 'Non l'avevo mai detto a nessuno, in pubblico. Mi fu diagnosticata due anni fa, e...'
Ian Anderson (Jethro Tull): 'Soffro di una malattia cronica ai polmoni'

Il leader dei Jethro Tull Ian Anderson ha rivelato di essere affetto da broncopneumopatia cronica ostruttiva, condizione patologica per la quale, al momento, non esistono cure risolutive. Il cantante, polistrumentista e compositore di Dunfermline ha raccontato la vicenda che l'ha visto protagonista nel corso di un'intervista rilasciata a Dan Rather per una puntata dello show televisivo The Big Interview che verrà trasmessa nella sera di domani, mercoledì 13 maggio, da AXS TV.

"Non l'avevo mai detto a nessuno in pubblico, prima: soffro di una malattia polmonare incurabile che mi è stata diagnosticata un paio di anni fa", ha spiegato l'artista: "Ci sto lottando. Ho quelle che vengono chiamate esacerbazioni, cioè periodi nei quali una normale infezione si trasforma in grave bronchite, e durante i quali, per circa due o tre settimane, è davvero dura salire sul palco e suonare".

"Ora incrocio le dita", ha proseguito Anderson: "Sto assumento farmaci e per 18 mesi non ho avuto esacerbazioni. Se mi trovo in un ambiente ragionevolmente privo di inquinamento in termini di qualità dell'aria, sto bene. Ma ho i giorni contati. La malattia non è ancora al punto da influire sulla mia vita quotidiana - posso ancora correre per prendere l'autobus, per esempio".

Di previsioni sul decorso della condizione Anderson non si sente di farne: "Bisogna combattere fino in fondo, utilizzando tutta la potenza polmonare finché si è abbastanza fortunato da averla e spingerla al limite, sempre. Nel momento in cui ci si inizia ad accontentare dicendo 'non posso più farlo' inizia il pericolo. L'unica risposta è continuare a spigere".

Secondo l'artista la condizione sarebbe dovuta a cinque decenni di esposizione ai prodotti dello smog machine, le "macchine del fumo" spesso previste dalle scenografie dei concerti: "Ci ho passato cinquantanni in mezzo a quegli affari. Oggi, con educazione, le definiscono 'pericolose', quasi come se fosse colpa loro essere dannose per i polmoni. Ma credo che siano una parte significativa del problema che ho".

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