21 giugno, Festa della Musica: e se la musica tacesse per un giorno?

Una provocazione? No, una proposta seria.
21 giugno, Festa della Musica: e se la musica tacesse per un giorno?

Ci scrive un lettore, Gabriele De Veris:

"Il 21 giugno è la Festa della Musica. Di solito è una bellissima giornata in cui si sente suonare in tanti luoghi. Di solito quel giorno chi suona o canta lo fa gratis, anche se è il suo mestiere: è un regalo per ricordare quanto è bella e importante la musica. Quest'anno musiciste e musicisti hanno poco da festeggiare, perché come tante persone non possono lavorare. Sarebbe bello che chi sostiene questa giornata (Mibact, SIAE, AIPFM...) questa volta riconoscesse che far musica è anche un mestiere, una professione, un modo per vivere, e il 21 giugno invece di dare una pacca sulla spalla riconoscesse un contributo economico per SUONARE e CANTARE. Non credo che sarebbe difficile, volendo".

Difficile non condividere le considerazioni del nostro lettore. Ma un contributo economico, per quanto utile e gradito, sarebbe un pannicello tiepido.
Proviamo invece a pensare in che modo far capire al pubblico, alle gente (quella di cercare di farlo capire a chi ci governa mi pare un'impresa inutile) quanto davvero conta e pesa la musica nelle nostre vite.
Come per tutte le cose, ci si rende conto della loro importanza solo quando non le abbiamo: soprattutto se siamo abituati ad averle, soprattutto se, come negli ultimi anni, ci siamo abituati ad averle gratis, o quasi, e dovunque, o quasi.
E allora, perché non far tacere la musica per un giorno intero, nel giorno in cui la si dovrebbe festeggiare?
Pensateci.
Un giorno intero in cui nessuna radio e nessuna TV trasmette musica. Un giorno intero in cui YouTube silenzia tutti i video musicali. Un giorno intero in cui i servizi di streaming interrompono la loro erogazione. Un giorno intero in cui tutti i musicisti depongono i loro strumenti, in cui tutti i cantanti tacciono. Dalla mezzanotte e un secondo di domenica 21 giugno alla mezzanotte di lunedì 22 giugno. Allora sì, che ci accorgeremmo di quanto la musica fa parte delle nostre vite. E forse capiremmo anche quanto siano ammirevoli e rispettabili le persone che quella musica la scrivono la suonano e la cantano.
Non chiamiamolo "sciopero". Chiamiamolo "un minuto di silenzio lungo 24 ore". Chiamiamolo come volete. Ma pensiamoci, seriamente.

Franco Zanetti

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